Inizia la prova gratuita
Searching...
SoBrief
Italiano
EnglishEnglish
EspañolSpanish
简体中文Chinese
繁體中文Chinese (Traditional)
FrançaisFrench
DeutschGerman
日本語Japanese
PortuguêsPortuguese
ItalianoItalian
한국어Korean
РусскийRussian
NederlandsDutch
العربيةArabic
PolskiPolish
हिन्दीHindi
Tiếng ViệtVietnamese
SvenskaSwedish
ΕλληνικάGreek
TürkçeTurkish
ไทยThai
ČeštinaCzech
RomânăRomanian
MagyarHungarian
УкраїнськаUkrainian
Bahasa IndonesiaIndonesian
DanskDanish
SuomiFinnish
БългарскиBulgarian
עבריתHebrew
NorskNorwegian
HrvatskiCroatian
CatalàCatalan
SlovenčinaSlovak
LietuviųLithuanian
SlovenščinaSlovenian
СрпскиSerbian
EestiEstonian
LatviešuLatvian
فارسیPersian
മലയാളംMalayalam
தமிழ்Tamil
اردوUrdu
La storia delle lingue

La storia delle lingue

di David Crystal 2012 312 pagine
3.75
2.000+ valutazioni
Ascolta
Prova l'accesso completo per 3 giorni
Sblocca l'ascolto e molto altro!
Continua

Punti chiave

1. L’acquisizione del linguaggio è un percorso innato e scandito da tappe, dai primi pianti alle parole

Non dovremmo stupirci che i neonati imparino le lingue – e lo facciano così rapidamente. È ciò per cui sono naturalmente predisposti.

Capacità innata. Fin dalla nascita, il cervello umano è predisposto per il linguaggio, dotato di un “meccanismo di acquisizione del linguaggio” che cerca attivamente e processa gli stimoli linguistici. Questa predisposizione innata spiega perché i bambini, indipendentemente dal contesto culturale, attraversano fasi universali di vocalizzazione, mostrando un impulso naturale a comunicare. Questo processo inizia addirittura prima della nascita, poiché i feti nel grembo materno possono udire e riconoscere la voce della madre, assorbendo il ritmo e l’intonazione della futura lingua madre.

Fasi dello sviluppo. Il percorso del bambino verso il linguaggio si svolge in tappe prevedibili, a partire da vocalizzazioni elementari che segnalano bisogni. Queste si evolvono in un “gorgheggio” giocoso intorno ai tre mesi, seguito dal “balbettio” tra i sei e i nove mesi, durante il quale il bambino sperimenta suoni come “ma-ma-ma” e “da-da-da”. Sebbene questi primi suoni possano somigliare a parole, non hanno significato fino a circa i nove mesi, quando i bambini iniziano a infondere nelle loro espressioni il ritmo e l’intonazione della lingua madre, facendole suonare chiaramente inglese, francese o cinese.

Prime parole e crescita del vocabolario. Intorno al primo compleanno, i bambini pronunciano generalmente la loro prima parola significativa, un momento magico per i genitori. Questo segna il passaggio da un vocabolario passivo (comprendere le parole) a uno attivo (usare le parole). A diciotto mesi, il vocabolario attivo può espandersi fino a circa 50 parole, crescendo a un ritmo sorprendente di una nuova parola ogni pochi giorni. Questa rapida acquisizione dimostra l’incredibile efficienza del cervello nel collegare suoni e significati, gettando le basi per uno sviluppo linguistico più complesso.

2. Il corpo umano è uno strumento complesso per produrre suoni diversi

Il parlato ha bisogno di un flusso d’aria per trasportare i suoni. E questo flusso d’aria ha origine nei polmoni.

Gli organi vocali in azione. La produzione del linguaggio è un prodigio di ingegneria biologica, che coinvolge uno sforzo coordinato di vari organi vocali. Il processo inizia con i polmoni, che forniscono il flusso d’aria necessario. Quest’aria passa poi attraverso le corde vocali, due lembi di tessuto nella gola che vibrano rapidamente – centinaia di volte al secondo – per creare suoni vocalizzati e controllare l’intonazione. La “pomo d’Adamo”, una cartilagine protettiva, tutela queste delicate strutture.

La modellazione dei suoni nella bocca. Mentre l’aria esce dalle corde vocali, entra nella bocca, dove lingua, labbra e mascella agiscono come modellatori dinamici, creando centinaia di suoni distinti. Piccoli movimenti di questi articolatori possono trasformare un suono in un altro, come la sottile differenza tra una consonante sonora [d] e una sorda [t], entrambe formate premendo la lingua contro la cresta dietro i denti. Per i bambini, padroneggiare questi movimenti precisi richiede anni, mentre imparano a coordinare respiro, vibrazione delle corde vocali e articolazione orale.

Consonanti, vocali e suoni nasali. L’inglese, per esempio, utilizza oltre 40 suoni distinti, suddivisi in consonanti (dove il flusso d’aria è bloccato o parzialmente ostruito da lingua o labbra) e vocali (dove il flusso d’aria scorre libero). Ulteriore complessità deriva dai suoni nasali come [m] e [n], in cui l’ugola (il tessuto molle in fondo alla gola) si abbassa per permettere all’aria di uscire dal naso. I bambini spesso padroneggiano prima i suoni all’inizio e nel mezzo delle parole, prima di quelli finali, evidenziando la complessità dell’apprendimento fonologico.

3. Grammatica e vocabolario formano la struttura essenziale del significato

La grammatica è il modo in cui diamo senso alle parole. Senza grammatica, c’è solo vaghezza.

La grammatica come generatrice di significato. Sebbene le singole parole abbiano un significato, è la grammatica – il sistema di regole che governa come le parole si combinano in frasi – a sbloccare davvero chiarezza e precisione. Senza grammatica, le parole restano ambigue; per esempio, “band” può significare un gruppo musicale, una striscia di materiale o una banda di ribelli. La struttura grammaticale che circonda una frase chiarisce quale significato è inteso, trasformando parole isolate in pensieri coerenti.

Costruire frasi. I bambini comprendono istintivamente il potere di combinare parole intorno ai diciotto mesi, passando da espressioni monosillabiche come “gone” a frasi di due parole come “teddy gone” o “milk cup”. Questo segna l’inizio del loro percorso grammaticale, durante il quale imparano a costruire frasi che descrivono eventi, pongono domande e danno comandi. Quando entrano a scuola, la maggior parte ha già padroneggiato centinaia di schemi frasali, che permettono loro di raccontare storie e partecipare a conversazioni complesse.

Diversità grammaticale tra le lingue. Ogni lingua possiede regole grammaticali uniche, che possono differire significativamente dall’inglese. Per esempio:

  • Ordine delle parole: Il gallese pone il verbo all’inizio della frase (“Is Sian in the kitchen”), mentre l’hindi spesso lo colloca alla fine.
  • Posizione degli aggettivi: Inglese e tedesco generalmente mettono gli aggettivi prima dei sostantivi (“a black cat”), mentre francese e gallese li pongono dopo (“un chat noir” – un gatto nero).
  • Desinenze (casi): Lingue come il latino usano desinenze per indicare la funzione del sostantivo nella frase, rendendo meno importante l’ordine delle parole. Per esempio, “canis vidit puerum” (il cane ha visto il ragazzo) e “puer vidit canem” (il ragazzo ha visto il cane) usano desinenze diverse per “cane” e “ragazzo” a seconda di chi compie o subisce l’azione.

4. Il linguaggio è intrinsecamente dinamico, in continua evoluzione nel tempo e nello spazio

Tutte le lingue vive cambiano. Devono farlo. Le lingue non esistono separatamente dalle persone che le usano.

Evoluzione costante. Il linguaggio è un’entità vivente, che si adatta continuamente ai bisogni e alle esperienze di chi lo parla. Questo dinamismo intrinseco significa che tutte le lingue vive sono in uno stato perpetuo di cambiamento, mentre solo le lingue morte restano statiche. Il ritmo del cambiamento varia tra le componenti linguistiche: il vocabolario evolve rapidamente, la grammatica più lentamente, e i sistemi di scrittura sono i più resistenti a modifiche rapide.

Motori del cambiamento. Nuove invenzioni e mutamenti culturali sono i principali catalizzatori del cambiamento lessicale, introducendo centinaia di parole nuove ogni anno (per esempio, “Google”, “blogging”, “credit crunch”). Al contrario, parole antiche come “brougham” (un tipo di carrozza) o “arrant knaves” (completi furfanti) cadono gradualmente in disuso. Anche le strutture grammaticali evolvono, come si vede nel passaggio da “Jenny and James are walked” di Jane Austen all’inglese moderno “Jenny and James walked”. Cambiamenti di pronuncia, come il passaggio da “shed-youll” a “sked-youll” per “schedule”, avvengono nel corso di decenni, spesso incontrando resistenze iniziali prima di essere accettati.

Variazioni nella scrittura e impatto sociale. Anche le regole apparentemente rigide della scrittura – ortografia, punteggiatura e maiuscole – subiscono trasformazioni graduali. Per esempio, la pratica del XVIII secolo di scrivere tutte le sostantivi in maiuscolo in inglese, simile al tedesco moderno, è ormai quasi scomparsa. Questi cambiamenti linguistici non sono solo accademici; riflettono e rafforzano distinzioni sociali. Accenti e dialetti, per esempio, non indicano solo l’origine geografica, ma anche la classe sociale e il livello di istruzione, come dimostra lo sviluppo storico della Received Pronunciation (RP) in Gran Bretagna.

5. I sistemi di scrittura sono evoluti da segni semplici ad alfabeti sofisticati

Stabilire quando gli esseri umani hanno iniziato a scrivere è piuttosto complicato, perché è difficile decidere se i segni che tracciavano fossero disegni o parte di un sistema di scrittura.

Dai segni contabili ai gettoni. Le origini della scrittura risiedono nel bisogno umano di registrare e tenere traccia delle informazioni, evolvendosi da segni semplici a sistemi complessi. Gli uomini primitivi, intorno al 30.000 a.C., usavano “bastoncini contatori” e “ossa contatrici” per contare, incidendo tagli per rappresentare quantità. Verso il 9000 a.C. comparvero “gettoni di argilla”, modellati in sfere o coni per rappresentare oggetti specifici come pecore o mucche. Questi gettoni acquisirono poi segni per distinguere tipi (per esempio, maiali maschi o femmine), portando alla necessità di contenitori sicuri e segni esterni.

Cuneiforme e logogrammi. La svolta avvenne intorno al 3400 a.C. con lo sviluppo del cuneiforme nell’antica Uruk (l’attuale Iraq). Questo sistema consisteva nel tracciare segni a forma di cuneo su tavolette di argilla, inizialmente pittorici ma rapidamente semplificati e resi più astratti. Il cuneiforme fu il primo vero sistema di scrittura al mondo, usando segni che spesso rappresentavano intere parole o concetti, detti logogrammi. I caratteri cinesi, come quelli per “casa” o “persona”, sono esempi moderni di logogrammi, in cui un singolo segno esprime una parola intera.

L’ascesa di sillabari e alfabeti. Poiché i sistemi logografici richiedono la memorizzazione di migliaia di segni, il desiderio di efficienza portò allo sviluppo di sillabari e alfabeti. I sillabari, come il katakana giapponese, usano segni per rappresentare sillabe (per esempio, “su”, “ta”, “ru”). L’innovazione più influente fu l’alfabeto, che assegna una lettera a ogni singolo suono. Nato intorno al 1800 a.C. in Medio Oriente, l’alfabeto semitico settentrionale (antenato di ebraico e arabo) e successivamente gli alfabeti greco e romano rivoluzionarono la scrittura riducendo drasticamente il numero di simboli necessari, rendendo l’alfabetizzazione più accessibile e diffusa.

6. Le lingue dei segni sono sistemi ricchi e complessi, non semplici gesti

Non pensate mai che la lingua dei segni dei sordi sia solo un insieme di gesti primitivi. È complessa, utile e bella quanto qualsiasi lingua parlata o scritta.

Oltre i semplici gesti. Mentre le persone udenti usano segnali manuali semplici per significati basilari (per esempio, pollice in su, saluto con la mano), le lingue dei segni dei sordi sono molto più sofisticate. Sono lingue a tutti gli effetti, con migliaia di segni che si combinano in sequenze complesse, rispecchiando le capacità grammaticali ed espressive delle lingue parlate o scritte. I traduttori in lingua dei segni in televisione, per esempio, traducono contenuti parlati a velocità notevoli, dimostrando la profondità e l’efficienza di questi sistemi visivo-manuali.

Strutture linguistiche distinte. Le lingue dei segni non si limitano a tradurre parola per parola; possiedono proprie strutture grammaticali e regole semantiche uniche. Per esempio, una frase come “Il ragazzo che ha vinto il salto in lungo ha anche vinto il salto in alto” viene firmata in modo concettuale, non letterale, e l’ordine dei segni può differire dall’inglese. Inoltre, le lingue dei segni non sono universali; così come le lingue parlate variano nel mondo, anche quelle dei segni differiscono. La British Sign Language (BSL) e l’American Sign Language (ASL), per esempio, sono mutuamente incomprensibili, evidenziando la loro evoluzione indipendente e identità linguistica distinta.

Accenti, dialetti e identità. Come le lingue parlate, anche le lingue dei segni mostrano variazioni regionali, inclusi dialetti e accenti. I sordi di diverse zone di un paese possono usare segni leggermente diversi o articolare con variazioni sottili che indicano la loro provenienza. L’alfabetizzazione manuale, un sistema per compitare parole usando forme della mano, è uno strumento cruciale per comunicare nomi e termini poco familiari, sottolineando ulteriormente la completezza delle lingue dei segni. Questi sistemi sono vitali per le comunità sorde, fungendo da potenti veicoli di comunicazione, espressione culturale e identità personale.

7. Il linguaggio è uno strumento potente per l’identità, la connessione sociale e la persuasione

La tua lingua madre fa parte della tua identità – del senso di chi sei.

Identità e appartenenza. Il linguaggio è intrinsecamente legato all’identità, fungendo da segno primario di chi siamo e da dove veniamo. Accenti e dialetti segnalano immediatamente origini geografiche e sociali, mentre la scelta della lingua madre connette profondamente gli individui al loro patrimonio culturale. Questo legame profondo spiega perché le persone difendono con forza le proprie lingue, vedendo la repressione linguistica come un attacco alla loro stessa identità, come dimostrano le lotte storiche per i diritti linguistici in luoghi come il Québec o il Galles.

Legami sociali ed etichetta. Oltre all’identità, il linguaggio è fondamentale per l’interazione sociale. Le conversazioni, con le loro regole intricate di turn-taking e feedback dell’ascoltatore, sono la base della connessione umana. La cortesia, espressa attraverso formule come “per favore” e “grazie” o tramite comunicazioni indirette, aiuta a gestire le situazioni sociali e a costruire rapporti. Anche scambi apparentemente banali, come commentare il tempo, servono a colmare silenzi imbarazzanti e rafforzare i legami sociali, dimostrando il ruolo del linguaggio nel mantenere relazioni armoniose.

Retorica e influenza. Il linguaggio è anche uno strumento potente di persuasione, o retorica, usato per influenzare pensieri e sentimenti. Le parole portano “connotazioni” – associazioni emotive – che possono orientare sottilmente un messaggio, come si vede nei termini contrastanti “terroristi” contro “combattenti per la libertà”. Politici, pubblicitari e persino persone comuni impiegano strategie retoriche, dalla scelta accurata del vocabolario a frasi ritmiche, per influenzare opinioni e suscitare azioni desiderate. Comprendere la retorica è fondamentale per riconoscere manipolazioni e prendere decisioni consapevoli in un mondo saturo di linguaggio persuasivo.

8. La rivoluzione digitale sta rapidamente trasformando i nostri stili comunicativi

Il computer ha cambiato la natura della nostra vita linguistica.

Una nuova era della comunicazione. L’avvento di computer e telefoni cellulari ha trasformato radicalmente il modo in cui interagiamo, introducendo una vasta gamma di stili di comunicazione elettronica. Da email e chatroom a blog, social network e messaggistica istantanea, queste piattaforme hanno creato nuove norme linguistiche. Per le generazioni più giovani, questi metodi digitali sono naturali quanto il linguaggio parlato, appresi quasi istintivamente, mentre le generazioni più anziane spesso li percepiscono come una nuova lingua straniera da imparare.

Messaggistica istantanea e “textese”. La messaggistica istantanea esemplifica l’evoluzione rapida del linguaggio digitale. La sua enfasi su velocità e brevità ha portato a convenzioni uniche:

  • Abbreviazioni: “u” per “you”, “gr8” per “great”, “lol” per “laughing out loud”.
  • Formalità ridotta: assenza di maiuscole, punteggiatura minima e accettazione di piccoli errori di battitura.
  • Emoticon: segnali visivi come faccine per esprimere emozioni, sostituendo espressioni verbali.
  • Frammentazione: divisione delle frasi in segmenti brevi per facilitare risposte rapide e intercalate.
    Queste caratteristiche, sebbene talvolta criticate come “inglese scadente”, sono adattamenti funzionali alle esigenze dell’interazione digitale istantanea.

Stili specifici per piattaforma. Il panorama digitale favorisce stili linguistici diversi, spesso dettati dai vincoli delle piattaforme. Twitter, per esempio, limita i messaggi a 140 caratteri, richiedendo estrema concisione, mentre gli SMS ne permettono fino a 160. Queste limitazioni stimolano abbreviazioni creative e frasi concise, dimostrando che una comunicazione digitale efficace richiede una comprensione sfumata delle esigenze linguistiche di ogni piattaforma. Paradossalmente, padroneggiare queste forme abbreviate spesso richiede una solida conoscenza di ortografia e grammatica standard.

9. La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio, che offre intuizioni profonde e applicazioni pratiche

Lo scopo della linguistica non è parlare molte lingue fluentemente. Mira a scoprire come funzionano queste lingue.

La scienza del linguaggio. La linguistica è la disciplina scientifica dedicata a comprendere la natura fondamentale del linguaggio stesso, non semplicemente a imparare più lingue. I linguisti indagano principi universali comuni a tutte le lingue, come la struttura degli organi vocali o i processi cognitivi dell’acquisizione linguistica, esplorando al contempo la vasta diversità di pronuncia, grammatica, vocabolario e uso sociale nelle circa 6.000 lingue del mondo. Questo campo cerca di rispondere a domande ultime su cosa definisce il linguaggio umano e perché le lingue differiscono.

Rami dell’indagine linguistica. Lo studio del linguaggio è sfaccettato, comprendendo vari rami specializzati:

  • Fonetica: lo studio dei suoni del parlato.
  • Grammatica: lo studio della struttura delle frasi.
  • Semantica: lo studio del significato nel linguaggio.
  • Sociolinguistica: lo studio del linguaggio in relazione alla società (accenti, dialetti, variazioni sociali).
  • Psicolinguistica: lo studio del linguaggio e della mente (acquisizione, elaborazione).
  • Linguistica storica (Filologia): lo studio del cambiamento linguistico nel tempo.
    Questi ambiti continuano a scoprire nuove conoscenze, anche in lingue ben studiate come l’inglese, specialmente con l’emergere di nuove forme di comunicazione come quelle presenti su internet.

La linguistica applicata in azione. Le conoscenze scientifiche derivate dalla linguistica hanno importanti applicazioni pratiche, costituendo la base della “linguistica applicata.” Questo campo utilizza le intuizioni linguistiche per risolvere problemi concreti, come:

  • Logopedia: aiutare bambini con ritardi linguistici comprendendo lo sviluppo normale e progettando interventi mirati.
  • Insegnamento delle lingue straniere: sviluppare metodologie efficaci basate su come si apprendono le lingue.
  • Lessicografia: informare la creazione di dizionari e thesauri.
  • Linguistica forense: analizzare prove linguistiche in contesti legali.
  • Pianificazione linguistica: guidare politiche per la conservazione e rivitalizzazione delle lingue.
    Applicando la comprensione scientifica, la linguistica permette ai professionisti di affrontare sfide linguistiche diverse e migliorare la comunicazione umana.

Ultimo aggiornamento:

Report Issue

Sintesi delle recensioni

3.75 su 5
Media di 2.000+ valutazioni da Goodreads e Amazon.

Un piccolo libro sul linguaggio riceve recensioni contrastanti, con una valutazione media di 3,75 su 5. I lettori apprezzano lo stile entusiasta e accessibile di Crystal, così come l’ampia gamma di argomenti trattati, dalla acquisizione del linguaggio nei bambini alle lingue in via di estinzione. Tuttavia, molti sottolineano come il libro sia più adatto a principianti o a un pubblico giovane, mentre alcuni lettori più esperti lo trovano eccessivamente semplicistico o persino un po’ paternalistico. Il fatto che gli esempi siano prevalentemente in inglese limita talvolta l’interesse per chi non parla questa lingua. Nonostante la sua brevità e natura introduttiva, la maggior parte concorda sul fatto che il libro riesca efficacemente a suscitare curiosità verso la linguistica.

Your rating:
4.28
8 valutazioni
Want to read the full book?

Sull'autore

David Crystal è un linguista britannico di grande fama, nonché scrittore, curatore, docente e conduttore radiofonico, con base a Holyhead, nel Galles del Nord. Nato a Lisburn, nell’Irlanda del Nord, nel 1941, ha studiato inglese al University College di Londra prima di intraprendere una carriera accademica in linguistica presso le università di Bangor e Reading. Rinomato per le sue ricerche sull’intonazione, la stilistica e la linguistica applicata, ha scritto circa cento libri a partire dal 1964. Il suo lavoro abbraccia ambiti religiosi, educativi e clinici, includendo lo sviluppo di tecniche di profilazione linguistica. Ha ricoperto una cattedra all’Università di Reading ed è attualmente Professore Onorario di Linguistica all’Università del Galles, Bangor.

Follow
Ascolta
Now playing
La storia delle lingue
0:00
-0:00
Now playing
La storia delle lingue
0:00
-0:00
1x
Queue
Home
Swipe
Library
Get App
Try Full Access for 3 Days
Listen, bookmark, and more
Compare Features Free Pro
📖 Read Summaries
Read unlimited summaries. Free users get 3 per month
🎧 Listen to Summaries
Listen to unlimited summaries in 40 languages
❤️ Unlimited Bookmarks
Free users are limited to 4
📜 Unlimited History
Free users are limited to 4
📥 Unlimited Downloads
Free users are limited to 1
Risk-Free Timeline
Today: Get Instant Access
Listen to full summaries of 26,000+ books. That's 12,000+ hours of audio!
Day 2: Trial Reminder
We'll send you a notification that your trial is ending soon.
Day 3: Your subscription begins
You'll be charged on Jun 9,
cancel anytime before.
Consume 2.8× More Books
2.8× more books Listening Reading
Our users love us
600,000+ readers
Trustpilot Rating
TrustPilot
4.6 Excellent
This site is a total game-changer. I've been flying through book summaries like never before. Highly, highly recommend.
— Dave G
Worth my money and time, and really well made. I've never seen this quality of summaries on other websites. Very helpful!
— Em
Highly recommended!! Fantastic service. Perfect for those that want a little more than a teaser but not all the intricate details of a full audio book.
— Greg M
Save 62%
Yearly
$119.88 $44.99/year/yr
$3.75/mo
Monthly
$9.99/mo
Start a 3-Day Free Trial
3 days free, then $44.99/year. Cancel anytime.
Unlock a world of fiction & nonfiction books
26,000+ books for the price of 2 books
Read any book in 10 minutes
Discover new books like Tinder
Request any book if it's not summarized
Read more books than anyone you know
#1 app for book lovers
Lifelike & immersive summaries
30-day money-back guarantee
Download summaries in EPUBs or PDFs
Cancel anytime in a few clicks
Scanner
Find a barcode to scan

We have a special gift for you
Open
38% OFF
DISCOUNT FOR YOU
$79.99
$49.99/year
only $4.16 per month
Continue
2 taps to start, super easy to cancel
Settings
General
Widget
Loading...
We have a special gift for you
Open
38% OFF
DISCOUNT FOR YOU
$79.99
$49.99/year
only $4.16 per month
Continue
2 taps to start, super easy to cancel