Punti chiave
1. L’ideale WASP: Una Contraddittoria Ricerca di Potere e Perfezione
Non era il sangue o l’eredità, ma un desiderio di completezza a distinguere i WASP nel loro apice.
Una classe consapevole di sé. I WASP, acronimo di White Anglo-Saxon Protestants, emersero dopo la Guerra Civile come una classe distinta e un movimento, animati da una devozione consapevole sia al potere sia alla riforma. Provenivano in gran parte dalle élite coloniali, ma la loro identità si formò meno per il sangue inglese o la religione protestante che per un’aspirazione alla completezza umana. Questa ambizione spesso si scontrava con il loro orgoglio di sangue, generando una tensione tra la loro percezione di sé come idealisti sofferenti e la realtà di un’oligarchia radicata.
Persone imperfette in un’epoca scrupolosa. Il libro indaga come questi individui, nonostante i loro difetti, abbiano profondamente plasmato l’America. La loro storia non è solo genealogica o sociologica, ma una narrazione che illumina le loro azioni e i “fini e gli scopi che li spinsero, e li resero un po’ folli.” Questa ricerca di un motivo superiore conviveva spesso con spinte più basse come la vanità e la brama di potere.
Un fenomeno americano. Il termine WASP, seppur imperfetto, coglie la tragicommedia di questa tribù formidabile. Non erano semplicemente inglesi di stirpe, ma un fenomeno unicamente americano, incarnando un orgoglio di sangue corrosivo che faticavano a conciliare con la loro immagine di idealisti. Il loro contributo più significativo, un mito di rigenerazione, finì per perdersi nella loro decadenza.
2. Neurastenia: La Lotta Interiore dei WASP e il Motore dell’Azione
I WASP sono creature di colpa e auto-domanda, più inclini a togliersi la vita che a togliere quella altrui.
Una malattia pervasiva. I WASP erano profondamente tormentati da disperazioni, follie e isterie, spesso manifestate come neurastenia — una condizione descritta come “mancanza di forza nervosa” che conduceva a insonnia, irritabilità e profonda stanchezza. Questa “malattia dell’anima” era così diffusa che il suicidio colpiva intere famiglie, tra cui gli Sturgis, i Gardner e i Roosevelt.
Una variazione moderna di antichi mali. Sebbene sembrasse una condizione medica, la neurastenia era più uno stato d’animo, simile alla malinconia greca o all’acedia medievale. Era un’espressione moderna di antiche desolazioni, distinta dalla consapevolezza WASP di “poteri inutilizzati nell’anima” che cercavano di scaricare in attività civiche e creative. Questa condizione, sebbene debilitante, offriva spesso una “pausa dai compiti pratici,” concedendo tempo per l’introspezione e la scoperta di sé.
Una follia produttiva. Figure come Henry Adams adottarono la posa del debole neurastenico, eppure questa stessa debolezza divenne un mezzo per diagnosticare la condizione della loro classe e pianificare una rinascita. Per alcuni WASP, la neurastenia era una maledizione da vincere con “sforzi vigorosi,” come nel caso di Theodore Roosevelt. Per altri, era un processo, una “follia produttiva” che, esentandoli dalle richieste del mercato, permetteva loro di coltivare la vita interiore e infine emergere come riformatori.
3. Forum Umani: La Ricerca di una Comunità Rigenerativa
L’idea dei WASP che molti di noi soffrano sotto il peso del potenziale inutilizzato — annegando nei propri poteri bloccati — non giustifica i mali della loro ascesa. Ma forse merita uno studio.
Un desiderio di completezza. I WASP nacquero con una “coscienza di un vuoto nelle loro vite,” la sensazione che la loro esistenza deridesse la promessa della vita. Diversamente da chi si accontentava della tradizione immutabile, erano attratti dal motto greco “diventa ciò che sei,” sentendo i loro “poteri inutilizzati marcire dentro di loro.” Questo li spinse a una fervente ricerca di “forum umani” — luoghi dove l’anima potesse maturare e il potenziale umano realizzarsi pienamente.
L’arte come rigenerazione. Isabella Stewart Gardner, per esempio, cercò di imporre il suo “romanticismo interiore su un ambiente alieno” creando un museo a Boston, portando i “frutti artistici e spirituali del Vecchio Mondo” nel Nuovo. Questo faceva parte di una più ampia convinzione WASP nell’arte come mezzo di rigenerazione, una cura per le malattie culturali dell’America. Tuttavia, alcuni riformatori ritenevano che la sua passione per la forma si fermasse a una mera estetica, senza raggiungere una società veramente “umanizzata.”
Oltre la mera estetica. Il forum umano ideale era immaginato come un luogo dove “poesia, musica, rituale, arti visive, teatro” cooperassero per creare un’arte complessiva: una società umanizzata. Questa aspirazione, sebbene spesso imperfettamente realizzata, rifletteva un desiderio profondo di superare la “penuria spirituale” e la “grigia cultura” della vita americana, che credevano soffocasse l’anima e impedisse una vera fioritura umana.
4. La Tensione tra Virtù e Potere Mondano
La sua retorica di servizio, umiltà e coscienza civica è raramente del tutto falsa. Ma neppure mai del tutto vera. Ai WASP piace dare ordini.
Prossimità al potere. I giovani WASP, come Henry Adams, crebbero a stretto contatto con il potere, alimentando la convinzione di essere destinati a esercitarlo. Questo desiderio di comando, spesso mascherato da retorica di servizio e coscienza civica, era una caratteristica distintiva. Cercavano di dirigere il destino della nazione, credendo che il loro background e la loro educazione li qualificassero in modo unico.
La riforma come mezzo per un fine. I primi tentativi di Adams di riforma politica erano mossi da un genuino desiderio di purificare una Repubblica corrotta, ma anche dalla necessità di “battere proprio quei nuovi uomini che usurpavano il posto di famiglie come gli Adams.” Questa miscela di idealismo e interesse personale era comune, con la riforma spesso usata per riaffermare l’autorità patrizia contro plutocrati e capi partito emergenti.
Il compromesso della purezza. Theodore Roosevelt, pur sognando un “governo puro,” capiva che “non si poteva essere troppo puri.” Il suo pragmatismo politico, esemplificato dalla disponibilità a fare campagna per un candidato corrotto come James G. Blaine, mostrava la prontezza a compromettere gli ideali per il potere. Questa lezione — che “non si poteva essere troppo puri” — segnò generazioni di WASP, plasmando il loro approccio alla vita pubblica.
5. L’Educazione come Forgiatura dell’Anima: Formare il Carattere per il Servizio Pubblico
Molti hanno ammirato i WASP per il loro sforzo di plasmare il carattere secondo un ideale: ma pochi hanno studiato come lo facessero, o esaminato le tecniche, l’arte istituzionale, con cui agivano sull’anima.
Oltre l’accademico. Educatori WASP come Endicott Peabody a Groton miravano a coltivare un “carattere virile e cristiano,” enfatizzando lo sviluppo morale e fisico accanto alla crescita intellettuale. Cercavano di instillare “vigore e virilità” come antidoto ai “deboli neurastenici” che temevano i loro ragazzi potessero diventare. Questo “cristianesimo muscolare” era un regime di vita intensa, docce fredde e disciplina atletica, pensato per vincere la paura e coltivare la durezza.
L’“idea di famiglia” e la guida intima. I primi anni di Groton furono caratterizzati da un’“idea di famiglia,” che favoriva l’intimità tra maestri e ragazzi. Insegnanti come William Amory Gardner, cugino di Peabody, credevano nello sviluppo del “cuore” e nell’esporre i giovani WASP alla “ricchezza e sottigliezza del mondo” attraverso l’arte e la letteratura classica. Questo approccio mirava a far emergere potenzialità nascoste e a inviare leader “come forza per il bene.”
Paideia: un approccio olistico. La “paideia” di Gardner implicava un’immersione nel “meglio che è stato pensato e detto nel mondo,” usando poesia, musica e rituale per aprire le menti e instillare un “ideale superiore di ciò che un essere umano potrebbe essere.” Questa forgia dell’anima, radicata negli ideali greci e rinascimentali, cercava di integrare l’apprendimento con la vita quotidiana, favorendo una “chiarezza di scopo” e un profondo senso di obbligo civico, anche quando la scuola cresceva e si faceva più rigida.
6. L’Epoca del Jazz e l’Erosione della Moralità Vittoriana
In quel preludio all’epoca del Jazz, quando, come disse Virginia Woolf, “il carattere umano cambiò,” furono le donne WASP, non gli uomini, a guidare la rottura degli idoli.
Ribellione contro le costrizioni. All’inizio del XX secolo, donne WASP come Alice Roosevelt, Gertrude Vanderbilt Whitney e Mabel Dodge guidarono una ribellione contro le pruderie e le costrizioni vittoriane. Alice, una “ragazzina birichina,” sfidava le norme sociali, mentre Gertrude, ereditiera, perseguiva scandalosamente la carriera di scultrice, rifiutando il ruolo prescritto di matrona di società.
Nuove libertà, nuove sfide. Quest’epoca portò a un allentamento dei tabù sessuali, con amori e divorzi sempre più comuni. Il cocktail party, dove uomini e donne bevevano e conversavano liberamente, erose ulteriormente le vecchie reticenze. Questa “iconoclastia sessuale e sociale” diede alle donne WASP una nuova ascesa, permettendo una maggiore “impollinazione incrociata” di idee ed esperienze, sebbene portasse anche a famiglie spezzate e a un ritiro dalle aspirazioni precedenti, più integrate.
Il fascino del “Village.” Le donne WASP si avventurarono in enclave bohémien come Greenwich Village, riportando racconti di ragtime, Freud e cubismo. Gertrude Whitney, per esempio, divenne mecenate della Ashcan School, abbracciando artisti americani che cercavano di connettere l’arte con la “vita americana.” Questo impegno con nuove forme culturali, tuttavia, spesso avveniva in un vuoto, disgiunto dalla saggezza più profonda delle culture che le avevano create.
7. Il Compromesso Rooseveltiano: Adattare gli Ideali WASP all’America Moderna
Questa grande Nazione durerà come è durata, si rinnoverà e prospererà. Perciò, prima di tutto, lasciate che affermi la mia ferma convinzione che l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa — un terrore senza nome, irragionevole, ingiustificato che paralizza gli sforzi necessari per trasformare la ritirata in avanzata…
Un figlio del privilegio, un uomo dal destino. Franklin Roosevelt, sebbene protetto dalle asperità della vita, emerse come una figura radiosa che prometteva rigenerazione. Educato negli ideali di servizio di Groton, possedeva un pragmatismo spiccio, convinto che l’azione, anche se errata, fosse necessaria per ristabilire la fiducia durante la Grande Depressione. Il suo “ottimismo innaturale” e la capacità di connettersi con gli americani comuni, nonostante il suo background patrizio, furono chiavi del suo successo.
Il New Deal come via di mezzo. Le politiche del New Deal, pur imperfette, miravano a salvare il capitalismo dai “malfattori della grande ricchezza” e a stabilire uno stato sociale. Roosevelt alimentò deliberatamente le tensioni di classe con retorica contro i “realisti economici,” ma cercò una “via di mezzo” tra mercati non regolamentati e socialismo radicale. Questo compromesso, che bilanciava iniziativa privata e dirigismo governativo, prevale in gran parte ancora oggi.
Il re in una democrazia. Lo stile di leadership di Roosevelt fu al contempo progressista e profondamente arcaico. Parlava con l’accento di un “signore della tenuta” e agiva come un re, ma i suoi discorsi al focolare crearono un legame intimo con la nazione. Questa miscela di portamento aristocratico e appello democratico gli permise di navigare la crisi, incarnando un “radicale Tory” che, nonostante i difetti personali, fu “un presidente di guerra superbo.”
8. La Guerra Fredda: I WASP Architetti del Potere Globale Americano
Il contenimento era il loro credo, e sotto la guida di Dean Acheson lo espressero rapidamente in politiche che cambiarono il mondo come il Piano Marshall e la NATO, mentre le istituzioni segrete dello stato di sicurezza nazionale estendevano la loro influenza sulla vita pubblica.
Un nuovo senso di scopo. La Guerra Fredda rilanciò l’élite WASP, donandole un rinnovato senso di scopo dopo il declino della loro influenza interna. Figure come George Kennan, ministro-consigliere a Mosca, articolavano il “Telegramma Lungo,” documento fondativo della dottrina del contenimento, che divenne il credo WASP contro l’espansione sovietica.
Realismo geopolitico e retorica idealistica. Gli statisti WASP, influenzati dal realismo geopolitico di Theodore Roosevelt, compresero la minaccia di un potere unico che dominasse l’Eurasia. Tuttavia, appresero da Woodrow Wilson a mascherare questo realismo con una retorica idealistica, presentando gli interventi globali americani come estensione “delle benedizioni della propria città sulla collina a un’umanità sofferente.” Questa miscela di prosa e poesia, sebbene ingegnosa, portò spesso all’autoinganno.
La cena di Washington come “syssítia.” La Washington del dopoguerra vide la rinascita della cena WASP, una “syssítia” o mensa dove l’élite manteneva la fratellanza di casta. Questi incontri, spesso animati da accesi dibattiti e abbondanti bevute, erano cruciali per il networking e la formazione delle politiche. Nonostante le loro dispute interne e i difetti personali, questi “centurioni di un Secolo Americano” furono fondamentali nel plasmare l’ordine mondiale postbellico.
9. Il Declino: Meritocrazia, Cambiamenti Culturali e la Fine di un’Epoca
Con la morte o la disgrazia di molti dei loro luminari, i WASP persero il controllo del potere, e presto fecero penitenza per essere stati al potere.
Erosione del privilegio. L’ascesa dei WASP iniziò a declinare mentre nuove forze rimodellavano la società americana. Le tasse sulla ricchezza del New Deal ridussero il loro capitale, e la meritocrazia, promossa da figure come Henry Chauncey e i suoi SAT, minò il loro quasi monopolio sulle istituzioni d’élite come Harvard e Yale. Questo cambiamento, sebbene più giusto, ostacolò anche i loro progetti culturali di rigenerazione.
Irrelevanza culturale. Negli anni ’60, i WASP erano sempre più visti come “simpatici goffi,” il loro stile parodiato nella cultura popolare. Il loro “dialetto serrato” e la “cultura sauna e martini” divennero oggetto di scherzi. La morte di figure come Jack Kennedy, a cui molti WASP guardavano per una rinascita, segnò simbolicamente la fine della loro epoca d’influenza, lasciando “vedove maschili” a piangere una vitalità perduta.
Un ritiro in enclave private. Disillusi dall’“anarchia e stupidità” dell’America moderna, molti WASP si ritirarono in giardini privati e feudi ancestrali, cercando rifugio dalla “moltezza inquinante.” Edmund Wilson, per esempio, pianse la scomparsa della borghesia colta, deplorando la “grossolanità della civiltà americana” e la “tirannia delle sue burocrazie.” Questo ritiro rifletteva un profondo senso di estraneità da un mondo che non valorizzava più i loro “superiori ‘valori.’”
10. L’Eredità Duratura: Un Fallimento Imperfetto ma Illuminante
Il fallimento, dunque, è l’epitaffio dei WASP. Ma fu un fallimento illuminante.
Una fine tragicomica. I WASP, nella loro disgregazione finale, divennero una ricca fonte di materiale per artisti come Robert Bingham, che rappresentarono le loro vite come “esempi costosi di decadenza morale.” La loro ricerca di completezza eutrapelica si ridusse alle “fatuità di Southampton,” dove i loro discendenti si abbassarono a “prostituire il loro patrimonio,” un netto contrasto con le grandi aspirazioni dei loro antenati.
Le “piccole città” mai costruite. Nonostante il fervente desiderio di rinvigorire “l’arte di Firenze e Atene,” i WASP fallirono nel costruire le “piccole città” o forum umani che immaginavano. Questo fallimento derivava dalla difficoltà intrinseca di trapiantare miti e credenze antiche in un ambiente moderno e specializzato, e dalla loro incapacità di colmare il divario tra i loro ideali coltivati e la realtà americana più ampia.
Una lezione preziosa. Eppure, il loro fallimento fu “illuminante.” Dimostrarono come un certo tipo di educazione potesse risvegliare l’anima e promuovere virtù civiche, contribuendo a una cultura del servizio pubblico che aiutò a tenere il XX secolo lontano dal totalitarismo. Le loro “abitudini di civiltà,” “buone maniere” e “umorismo dimesso” erano preziose in sé, anche se spesso corrotte da interesse personale e snobismo. La loro storia resta un toccante monito delle “ampie possibilità” che giacciono inesplorate nelle nostre vite.
11. L’Immaginazione Eutrapelica: Un’Arte Perduta del Vivere
I WASP elevati volevano mantenere vive parti dell’anima minacciate in mezzo a tante benefiche rivoluzioni nel nostro modo di vivere.
L’ampio territorio dell’anima. I WASP elevati credevano che la vita moderna, con il suo focus su progressi materiali e tecnici, utilizzasse solo una “stretta parte” del territorio dell’anima, lasciando “ampie regioni... incolte” e conducendo alla neurastenia. Cercavano “eutrapelia,” l’ideale greco della completezza umana, come arte di bilanciare doni diversi e prendersi cura della varietà dell’anima.
L’arte del luogo, del gioco e della poesia. Desideravano la “sensazione di luogo,” dove architettura, musica, rituale e giochi creassero un “velo magico” di significato, favorendo la comunità e stimolando l’immaginazione. Questa “arte del gioco” donava dignità alla vita, in netto contrasto con la “crudezza psicologica” del tempo libero moderno. Credevano che la poesia, con i suoi ritmi e armonie, potesse “affondare più a fondo nell’anima” e portare nobiltà.
Una ragionevolezza più profonda. I WASP, spesso visti come moralisti pedanti, cercavano di mantenere viva la “differenza umana,” credendo che l’uomo fosse evoluto oltre la mera biologia per abbracciare arti razionali di ricerca del bene. Vedevano l’arte e la poesia come incarnazione della loro stessa “ragionevolezza,” utili e razionali quanto la finanza aziendale. La loro ricerca, sebbene infine non realizzata, era per una “ragionevolezza più profonda” capace di integrare gli aspetti diversi dell’anima e resistere all’“atrofia del senso melodico” in un mondo disincantato.
Sintesi delle recensioni
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