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Do More Better

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A Practical Guide to Productivity
di Tim Challies 2015 128 pagine
4.11
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Punti chiave

1. Lo scopo supremo della produttività: Glorificare Dio facendo del bene

La produttività è amministrare con saggezza i miei doni, talenti, tempo, energia ed entusiasmo per il bene degli altri e la gloria di Dio.

Oltre il semplice fare. La vera produttività, da una prospettiva cristiana, va ben oltre il semplice “fare di più”. È un concetto teologico profondo, radicato nel nostro scopo divino: portare gloria a Lui. Ogni azione, ogni decisione, ogni istante della nostra vita dovrebbe servire questo richiamo superiore, trasformando le attività quotidiane in atti di adorazione.

Le opere buone illuminano. Glorifichiamo Dio compiendo opere buone, che Gesù ha descritto come una luce che brilla davanti agli altri, spingendoli a lodare il Padre celeste. Queste “opere buone” non si limitano ad attività spirituali evidenti; includono ogni gesto fatto per il bene altrui e per la gloria di Dio. Che tu sia un genitore che consola un figlio, uno studente che studia con impegno o un lavoratore che serve i clienti, le tue azioni possono riflettere la bontà di Dio.

Il disegno di Dio per noi. Dio ci ha salvati proprio per compiere opere buone, che ha preparato in anticipo affinché le percorressimo. Questo significa che i cristiani sono chiamati e dotati in modo unico per essere “zelanti delle opere buone”, impegnati con passione a servire gli altri. Anche i nostri sforzi imperfetti sono graditi a Dio, che si compiace del nostro desiderio di onorarlo attraverso il servizio in ogni ambito della vita.

2. Sconfiggere i ladri della produttività: pigrizia, frenesia e le spine della vita

Qualunque sia la causa, deve essere individuata e estirpata. Deve essere distrutta e sostituita per il bene degli altri e la gloria di Dio.

Individua i colpevoli. La nostra lotta con la produttività spesso nasce da tre “ladri” principali. La pigrizia, che si manifesta in procrastinazione e rifiuto di iniziare o completare i compiti, è una carenza profonda del carattere. La frenesia, suo apparente opposto, è altrettanto dannosa, portando a un’attenzione dispersa e a una falsa sensazione di realizzazione senza vera fruttuosità.

Le sfide esterne. Oltre alle lotte interiori, affrontiamo “spine e rovi” — le difficoltà e le interruzioni insite in un mondo caduto. Questi ostacoli esterni, dal traffico agli imprevisti malanni, minacciano costantemente di far deragliare i nostri piani migliori. Riconoscere queste sfide ci aiuta a capire che la diminuzione della produttività è spesso un problema teologico, una mancata allineamento con le verità di Dio.

Un invito all’azione. Superare questi ladri richiede intenzionalità e impegno nel carattere. Dobbiamo attivamente identificare ciò che ostacola la nostra capacità di fare del bene agli altri e sradicarlo sistematicamente. Ciò significa strutturare la nostra vita per massimizzare il bene, coltivare il carattere cristiano e persino perseguire altre abitudini fondamentali come l’esercizio fisico o le discipline spirituali in parallelo.

3. Fai un bilancio della tua vita: definisci aree di responsabilità e ruoli

Davanti a Dio, di cosa sono responsabile?

Porta ordine nel caos. Le richieste della vita sono infinite, ma la nostra capacità è limitata. Per raggiungere pace e produttività, dobbiamo prima fare un bilancio accurato delle nostre responsabilità. Questo implica guardare la nostra vita con una prospettiva ampia, identificando tutte le aree in cui Dio ci ha affidato una gestione, proprio come nella parabola dei talenti.

Classifica i tuoi impegni. L’obiettivo è racchiudere tutte le responsabilità in un numero gestibile di categorie ampie, idealmente da cinque a nove. Queste categorie fungono da contenitori per tutti i tuoi impegni di vita. Esempi includono:

  • Personale (spirituale, fisico, amministrativo)
  • Famiglia (coniuge, figli, casa, finanze)
  • Chiesa (ministero, discepolato, comunità)
  • Sociale (amici, evangelizzazione)
  • Lavoro/Scuola/Hobby

Dettaglia i tuoi ruoli. Una volta stabilite le categorie ampie, scendi nel dettaglio di ruoli specifici, compiti o progetti all’interno di ciascuna. Questo offre maggiore definizione e chiarezza, delineando i modi specifici in cui adempire alle tue responsabilità. Questa lista vivente evolverà, ma fornisce un quadro essenziale per organizzare la tua vita.

4. Chiarisci la tua missione: dai priorità con uno scopo e pratica la trascuratezza pianificata

Solo quando ti concedi il permesso di smettere di voler fare tutto, di smettere di dire sì a tutti, puoi dare il tuo contributo più alto alle cose che contano davvero.

Decisioni guidate dalla missione. Con le responsabilità definite, il passo successivo è articolare la tua missione in ciascuna area. Invece di un’unica, intimidatoria dichiarazione di missione di vita, crea dichiarazioni di missione focalizzate per ogni ambito di responsabilità. Queste affermazioni fungono da principi guida per allocare le tue risorse finite — doni, talenti, tempo, energia ed entusiasmo.

Il potere del “no”. Rivedi regolarmente i tuoi ruoli e progetti alla luce delle tue dichiarazioni di missione. Questo passaggio critico aiuta a identificare impegni che non sono più allineati al tuo scopo. La vera produttività non consiste nel fare più cose, ma nel fare più bene, il che spesso richiede il coraggio di dire “no” anche a buone opportunità che non si adattano alla tua missione.

Trascuratezza pianificata. Abbraccia il concetto di “trascuratezza pianificata”, scegliendo consapevolmente cosa non fare. Per gli elementi fuori missione, hai tre opzioni:

  • Abbandonarli: elimina i compiti che non hanno uno scopo chiaro.
  • Delegarli: assegna i compiti ad altri più adatti o preparati.
  • Farli: riconosci che alcuni compiti fuori missione possono comunque essere svolti per amore di Dio e degli altri, anche se non si adattano perfettamente alla tua missione centrale.

5. Seleziona e padroneggia i tuoi strumenti digitali essenziali

In gran parte, la tua produttività dipende dall’identificare e usare gli strumenti migliori per il lavoro e poi crescere nella capacità di impiegarli.

Strumenti per l’efficienza. Proprio come gli uomini primitivi si affidavano agli strumenti per esercitare il dominio, noi dipendiamo dagli strumenti moderni per migliorare la nostra produttività. Questi compensano le nostre carenze, ricordando dettagli, gestendo compiti e organizzando informazioni, liberando la mente per questioni più importanti. Scegliere gli strumenti giusti e imparare a usarli con abilità è fondamentale.

Il trio indispensabile. Un sistema produttivo efficace si basa su tre strumenti digitali essenziali, ciascuno con uno scopo distinto:

  • Strumento di gestione dei compiti (es. Todoist): cattura e organizza progetti, compiti e azioni.
  • Strumento di pianificazione (es. Google Calendar): organizza tempo, eventi, riunioni e appuntamenti.
  • Strumento informativo (es. Evernote): raccoglie, archivia e rende accessibili dati, fatti e documenti.

“Una casa per ogni cosa.” Il principio guida per l’uso degli strumenti è “una casa per ogni cosa, e cose simili insieme”. Ciò significa che i compiti appartengono solo al gestore dei compiti, gli eventi solo al calendario e le informazioni solo allo strumento informativo. Questa rigorosa separazione previene il disordine e garantisce che tu sappia sempre dove trovare ciò che ti serve, favorendo una vita calma e ordinata.

6. Stabilisci un rituale quotidiano di pianificazione: la revisione Coram Deo

Per gestire efficacemente la giornata devi sapere quali sono i compiti possibili per quel giorno, quali sono quelli necessari e quanto tempo hai a disposizione per completarli.

L’abitudine sostiene la motivazione. La motivazione è fugace, ma le abitudini durano. Per sostenere la produttività, integra i tuoi strumenti in un sistema coerente di abitudini e routine. Questo sistema assicura che anche quando la motivazione cala, tu continui a operare con fluidità ed efficienza, dedicando tempo e attenzione appropriati a ciò che conta di più.

Il Coram Deo quotidiano. Inizia ogni giornata lavorativa con una breve revisione “coram Deo” (alla presenza di Dio). Questa fase di pianificazione, di solito 4-5 minuti, è tattica, serve a collocare i compiti nel tempo e a determinare il focus del giorno. È un momento deliberato per riconoscere la sovranità di Dio e chiedere la Sua saggezza per la giornata.

La checklist Coram Deo:

  • Prega: ammetti la tua dipendenza da Dio e chiedi aiuto.
  • Svuota la casella dei compiti: processa tutti i nuovi compiti, assegnandoli a progetti o eliminandoli/facendoli/differendoli/delegandoli.
  • Controlla calendario e avvisi: rivedi gli eventi di oggi e valuta il tempo disponibile.
  • Controlla “In attesa di”: segui gli elementi delegati.
  • Controlla i prossimi 7 giorni: annota le scadenze imminenti.
  • Scegli i compiti principali di oggi: seleziona le priorità e assegna le scadenze.

7. Esegui la tua giornata strategicamente: gestisci l’energia, affronta prima i compiti difficili

Portare a termine le cose non è solo una questione di gestione del tempo, ma anche di gestione dell’energia.

Oltre la pianificazione. Completata la pianificazione quotidiana, inizia la fase di esecuzione. I tuoi strumenti ora ti guidano: il gestore dei compiti mostra le opzioni, il calendario segnala gli eventi e lo strumento informativo fornisce i dati necessari. La chiave è lavorare con il sistema, non contro di esso.

Ottimizza i livelli di energia. La produttività non riguarda solo il tempo; riguarda l’energia. Comprendi i tuoi cicli energetici personali — quando sei al massimo della lucidità mentale e quando sei meno efficace. Pianifica i compiti ad alto coinvolgimento (lavoro creativo, risoluzione di problemi) nei momenti di massima energia, e quelli amministrativi o a basso impegno mentale nei momenti di energia ridotta.

Consigli per un’esecuzione strategica:

  • Usa tutti e tre gli strumenti: assicurati che compiti, eventi e informazioni siano nei loro luoghi appropriati.
  • Affronta prima i compiti più difficili: occupati delle sfide più impegnative quando hai più energia per un impatto massimo.
  • Dai priorità al tuo lavoro: completa i compiti scelti prima di rispondere alle richieste altrui.
  • Aspettati fallimenti: non scoraggiarti per i compiti non completati; semplicemente riprogrammarli.
  • Ricorda il tuo scopo: rammenta costantemente che esisti per glorificare Dio facendo del bene, non solo per spuntare caselle.

8. Mantieni il tuo sistema con una revisione settimanale costante

La produttività non è un sistema che si imposta e poi si dimentica, ma qualcosa che richiede attenzione dedicata regolarmente.

Combatti il caos che avanza. Nessun sistema mantiene l’ordine da solo; richiede manutenzione costante. Proprio come un’auto ha bisogno di cambi d’olio regolari, il tuo sistema di produttività necessita di una revisione settimanale per impedire che il caos si insinui. Questa revisione strategica amplia la prospettiva oltre le tattiche quotidiane, permettendoti di impostare nuovi piani, riavviare progetti bloccati e correggere la rotta.

Il potere delle checklist. Una revisione settimanale, guidata da una checklist, è il modo più efficace per mantenere l’integrità del sistema. Ti richiama quando hai deragliato e assicura che tutte le parti funzionino. Dedica circa 30 minuti, idealmente a fine settimana, per pianificare e organizzare la settimana a venire.

Servire e sorprendere. Inquadra la tua pianificazione settimanale attorno al paradigma “servire e sorprendere” per ogni area di responsabilità.

  • Servire: cosa devo fare questa settimana per essere fedele nei miei ruoli?
  • Sorprendere: cosa posso fare per eccellere, deliziare e essere una benedizione inattesa per gli altri?
    Questo paradigma aiuta a generare compiti che riflettono sia il dovere sia la gioiosa generosità.

9. Domina la tua email: trattala come comunicazione, non come contenitore universale

L’email è uno strumento pessimo per la gestione dei compiti e un sistema di pianificazione del tutto inadeguato. È tollerabile solo se la usiamo per ciò che fa decentemente: comunicare.

Il paradosso dell’email. L’email è uno strumento di comunicazione vitale, ma spesso diventa fonte di caos per un uso improprio. Molti trattano la casella di posta come una cassetta postale fisica piena di lettere non lette, liste di compiti e appuntamenti dimenticati. Questo approccio caotico ostacola la produttività e genera stress inutile.

La casa giusta per l’email. Applica il principio “una casa per ogni cosa” all’email: la casella di posta è solo per comunicazioni non processate. Non è un luogo per messaggi archiviati, compiti o appuntamenti. Un sistema email semplice necessita di quattro soli spazi:

  • Inbox: per le email nuove e non processate.
  • Cartella/etichetta Rispondi: per email che richiedono una risposta ponderata in seguito.
  • Cartella/etichetta Archivio: per email da conservare ma senza azioni (o da inoltrare a Evernote).
  • Cestino: per messaggi inutili o irrilevanti.

Il flusso di lavoro “Inbox Zero”. Quando controlli l’email, processa ogni messaggio immediatamente: eliminalo, archivialo, rispondi se richiede meno di 15 secondi o spostalo nella cartella Rispondi. L’obiettivo è svuotare la casella ogni volta che la controlli. Integra l’email con gli altri strumenti:

  • Compiti dall’email: crea un compito nel gestore dei compiti.
  • Informazioni dall’email: inoltra allo strumento informativo (es. Evernote).
  • Eventi dall’email: aggiungi al calendario.

10. Coltiva una produttività olistica: abbraccia riposo, responsabilità e crescita continua

La produttività riguarda tutta la vita e richiede tutto il tuo corpo e la tua mente.

Oltre la fatica. La vera produttività non è solo lavoro incessante; è benessere olistico. Trascurare cura personale, riposo o discipline spirituali mina alla fine la tua capacità di fare del bene. Dai priorità alle devozioni personali, assicurandoti che la tua anima sia nutrita, non solo la tua lista di cose da fare.

Abitudini intelligenti per una resa sostenuta:

  • Scomponi i compiti impegnativi: rendi i grandi progetti gestibili.
  • Usa un gestore di password: risparmia energia mentale e aumenta la sicurezza.
  • Crea una lista “da non fare”: identifica e spezza le cattive abitudini.
  • Imponi limiti di tempo alle riunioni: evita che si dilatino inutilmente.
  • Smetti di fare multitasking: concentrati su un compito alla volta per risultati migliori.
  • Muoviti e fai pause: rigenera mente e corpo.
  • Impara a delegare: libera tempo per compiti di priorità più alta.
  • Monitora il tuo tempo occasionalmente: verifica dove va davvero il tuo tempo.
  • Disattiva le notifiche: riduci le distrazioni dai dispositivi.
  • Annota tutto: cattura idee e previeni dimenticanze.
  • Pianifica il riposo: programma un giorno intero di riposo ogni settimana.
  • Trova responsabilità: fatti controllare sul mantenimento del sistema.
  • Fai esercizio: aumenta energia e chiarezza mentale.

Abbraccia il cammino. La produttività è un processo continuo di affinamento, non un’impostazione una tantum. Tieni i tuoi piani con mano leggera, confidando nella sovranità di Dio e accogliendo le interruzioni come parte della “vita reale”. Mantenendo costantemente il sistema, cercando responsabilità e dando priorità al benessere olistico, potrai crescere continuamente nella capacità di fare più bene, meglio, per la gloria di Dio.

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Sintesi delle recensioni

4.11 su 5
Media di 4.000+ valutazioni da Goodreads e Amazon.

Do More Better è apprezzato dalla maggior parte dei lettori per il suo approccio pratico e centrato su Dio alla produttività, che unisce una solida base teologica a indicazioni concrete e applicabili. Molti ne lodano il formato conciso e di facile lettura, oltre alla guida passo dopo passo su strumenti come Todoist, Evernote e Google Calendar. Alcuni critici osservano come il metodo possa risultare eccessivamente legato al sistema personale dell’autore, escludendo chi non ha ritmi di vita frenetici o uno stile digitale. Altri hanno trovato l’integrazione teologica un po’ forzata o troppo legalistica. Nel complesso, i lettori apprezzano l’attenzione a glorificare Dio attraverso la produttività, anche se diversi consigliano di affiancare questo testo a opere più approfondite come What’s Best Next di Matt Perman.

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Sull'autore

Tim Challies è una figura di spicco nel panorama cristiano evangelico, ampiamente riconosciuto come uno dei blogger più influenti all’interno di quella comunità. Di professione, è un web designer autonomo, un tratto che riflette il suo spirito imprenditoriale e che probabilmente orienta il suo approccio pratico alla produttività e alla gestione del tempo. Challies vive nella periferia di Toronto, in Ontario, insieme alla moglie e ai figli. Il suo background, che coniuga la professionalità digitale con il ruolo di padre e marito devoto, costituisce la base del suo stile di scrittura, capace di unire la teologia cristiana a consigli concreti e accessibili per la vita quotidiana e l’organizzazione personale.

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