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Linux Basics for Hackers, 2nd Edition

Linux Basics for Hackers, 2nd Edition

Getting Started with Networking, Scripting, and Security in Kali
di OccupyTheWeb 2025 259 pagine
4.45
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Punti chiave

1. Linux: Il Sistema Operativo Indispensabile per l’Hacker

Quasi tutti i migliori strumenti per hacker sono sviluppati su Linux, quindi è fondamentale possedere almeno competenze di base in Linux per diventare un hacker esperto e professionale.

Fondamento per l’Hacking. Linux è il sistema operativo imprescindibile per chi aspira a diventare hacker o professionista della cybersecurity. A differenza dei sistemi proprietari, la sua natura open source garantisce una trasparenza senza pari, permettendo agli utenti di ispezionare e manipolare i componenti fondamentali. Questa visibilità profonda è essenziale per comprendere il funzionamento reale dei sistemi e individuare le vulnerabilità.

Controllo Granulare. Linux offre un livello quasi infinito di controllo dettagliato sul sistema, molto superiore a quello di altri sistemi operativi. Ogni aspetto, dai permessi dei file alle configurazioni di rete, può essere gestito con precisione tramite la riga di comando. Questo controllo accurato è vitale per elaborare attacchi e difese sofisticate.

Standard del Settore. La stragrande maggioranza degli strumenti di hacking e penetration testing è sviluppata per ambienti Linux. Inoltre, i sistemi Linux/Unix dominano le infrastrutture IT critiche, tra cui:

  • Server web (oltre il 66%)
  • Sistemi embedded (router, switch)
  • Dispositivi mobili (Android è Linux, iOS è Unix)
    Padroneggiare Linux non significa solo usare strumenti, ma comprendere l’architettura sottostante del mondo digitale.

2. Padroneggiare il Terminale e la Navigazione nel Filesystem

Per portare a termine qualsiasi operazione, è necessario sapersi muovere tra applicazioni, file e directory situate in altre directory.

Maestria nella Riga di Comando. Il terminale Linux è l’interfaccia principale dell’hacker, offrendo un’interazione diretta con il sistema operativo. Comandi come pwd (mostra la directory corrente) e cd (cambia directory) sono fondamentali per la navigazione, mentre ls (elenca) rivela il contenuto delle directory, inclusi i file nascosti con l’opzione -a. Questo controllo diretto supera le astrazioni grafiche, permettendo operazioni precise.

Struttura del Filesystem. Comprendere la struttura logica del filesystem Linux, radicata in /, è essenziale. Directory chiave come /etc (file di configurazione), /home (cartelle utente), /bin (binari) e /lib (librerie) sono cruciali per localizzare e modificare componenti di sistema. A differenza di Windows, Linux distingue tra maiuscole e minuscole, un dettaglio che spesso confonde i principianti.

Ricerca Efficiente. Trovare file o binari specifici è facilitato da comandi come locate (ricerca nel database), whereis (binari, sorgenti, pagine man) e which (binari nel PATH). Il comando find offre ricerche potenti e dettagliate basate su nome, data, proprietario o permessi, spesso combinato con caratteri jolly (*, ?, []) per una corrispondenza flessibile.

3. Ricognizione di Rete e Manipolazione dell’Identità

Comprendere le reti è fondamentale per ogni aspirante hacker.

Visibilità di Rete. Gli strumenti base di Linux forniscono una profonda conoscenza delle configurazioni di rete. ifconfig mostra le interfacce attive, inclusi indirizzi IP e MAC, e le maschere di rete. netstat e ss rivelano connessioni attive e statistiche di rete, essenziali per monitorare l’attività del sistema e individuare malware.

Spoofing dell’Identità. Gli hacker possono manipolare la propria identità di rete usando ifconfig per cambiare indirizzi IP o falsificare indirizzi MAC. Questa capacità è cruciale per bypassare controlli di accesso o nascondere la propria origine durante un attacco, rendendo molto più difficile la tracciabilità forense. Per esempio:

  • sudo ifconfig eth0 192.168.1.100 (cambia IP)
  • sudo ifconfig eth0 hw ether 00:11:22:33:44:55 (falsifica MAC)

Controllo del DNS. Il Domain Name System (DNS) è una miniera d’oro per la ricognizione. Il comando dig estrae informazioni DNS come nameserver e server email, fornendo intelligence critica per attacchi mirati. Manipolare i file /etc/resolv.conf o /etc/hosts permette di reindirizzare le richieste DNS, tecnica utile per dirottare il traffico verso server malevoli.

4. Controllo Efficiente di Software e Sistema

Una delle operazioni più fondamentali in Linux — e in qualsiasi sistema operativo — è aggiungere e rimuovere software.

Gestione dei Pacchetti. Linux semplifica la gestione del software tramite gestori di pacchetti come apt (Advanced Packaging Tool) su sistemi Debian-based come Kali. apt consente di:

  • sudo apt search <pacchetto>: Cercare pacchetti disponibili.
  • sudo apt install <pacchetto>: Installare software e dipendenze.
  • sudo apt remove <pacchetto>: Rimuovere applicazioni indesiderate.
  • sudo apt update && sudo apt upgrade: Aggiornare liste pacchetti e software installato.

Gestione dei Repository. I repository software sono centrali per apt. Aggiungere repository esterni al file /etc/apt/sources.list amplia l’accesso a software, inclusi strumenti specializzati per hacking o applicazioni generali da distribuzioni compatibili come Ubuntu. Questo consente una gamma più ampia di software disponibile.

Oltre i Repository. Per strumenti all’avanguardia o di nicchia non presenti nei repository, git clone è indispensabile. Questo comando scarica software direttamente da piattaforme di controllo versione come GitHub, permettendo agli hacker di accedere alle versioni più recenti degli strumenti. Installer grafici come Synaptic offrono un’alternativa user-friendly per la gestione del software.

5. Scripting: Il Potere di Automazione e Personalizzazione dell’Hacker

Ogni hacker che si rispetti deve saper scrivere script.

Automatizzare le Operazioni. Lo scripting è una competenza fondamentale per gli hacker, permettendo di automatizzare compiti complessi o ripetitivi che altrimenti richiederebbero ore. Lo scripting Bash, con lo shebang #! /bin/bash, consente l’esecuzione sequenziale di comandi, la gestione di variabili (read) e l’interazione con l’utente, trasformando processi manuali in programmi efficienti e ripetibili.

La Versatilità di Python. Python è il linguaggio di scripting più diffuso tra gli hacker grazie alle sue librerie e moduli estesi. Strumenti come pip semplificano l’installazione di moduli, offrendo funzionalità potenti per networking, crittografia e altro. La natura orientata agli oggetti e la sintassi chiara di Python lo rendono ideale per sviluppare strumenti di hacking personalizzati.

Costruire Strumenti Personalizzati. Semplici script Python possono eseguire ricognizioni sofisticate. Per esempio, il modulo socket permette di creare client TCP per catturare banner di servizio (SSH, FTP, MySQL) da porte target, rivelando informazioni cruciali sulle versioni. I blocchi try/except di Python garantiscono una gestione robusta degli errori, essenziale per costruire strumenti affidabili che possano iterare liste di password per attacchi brute-force senza crashare.

6. Raggiungere Stealth e Anonimato Online

L’utente medio — e l’hacker in particolare — deve sapere come limitare il tracciamento e mantenere un anonimato relativo sul web per contrastare la sorveglianza ubiqua.

Evitare la Sorveglianza. Le attività su Internet sono ampiamente tracciate tramite indirizzi IP e data mining. Strumenti come traceroute mostrano il percorso dei pacchetti, evidenziando quanto facilmente la propria posizione e i movimenti online possano essere esposti. Per contrastare ciò, gli hacker adottano vari metodi per oscurare la propria impronta digitale e mantenere l’anonimato.

Anonimato a Strati. La rete Tor (The Onion Router) cripta il traffico e lo instrada attraverso molteplici nodi volontari, nascondendo origine e destinazione agli osservatori intermedi. I server proxy, soprattutto se concatenati con proxychains, agiscono da intermediari, facendo apparire il traffico come proveniente dall’IP del proxy anziché dall’utente.

Comunicazione Sicura. Le VPN (Virtual Private Network) criptano tutto il traffico tra l’utente e il server VPN, celando l’indirizzo IP dell’utente dai siti visitati e dal provider Internet. Per la posta elettronica, servizi come ProtonMail offrono crittografia end-to-end, garantendo che nemmeno il provider possa accedere ai contenuti. Pur non garantendo anonimato assoluto, la combinazione di queste tecniche alza notevolmente la soglia per essere individuati.

7. Comprendere e Ispezionare le Reti Wireless

La capacità di scansionare e connettersi ad altri dispositivi di rete dal proprio sistema è cruciale per diventare un hacker di successo, e con tecnologie wireless come Wi-Fi (IEEE 802.11) e Bluetooth ormai standard, trovare e controllare queste connessioni è fondamentale.

Ricognizione Wi-Fi. Comprendere il Wi-Fi (IEEE 802.11) è essenziale per l’hacking wireless. Comandi come iwconfig mostrano dettagli dell’interfaccia wireless, mentre iwlist wlan0 scan e nmcli dev wifi rivelano Access Point (AP) vicini, con SSID, BSSID (indirizzi MAC), canali e protocolli di sicurezza (WEP, WPA, WPA2, WPA3). Queste informazioni sono fondamentali per mirare e sfruttare reti Wi-Fi.

Modalità Monitor. La suite aircrack-ng è indispensabile per gli attacchi Wi-Fi. airmon-ng mette un adattatore wireless in modalità monitor, permettendo di catturare tutto il traffico, non solo quello destinato alla scheda. airodump-ng cattura e mostra dati chiave da AP e client connessi, fornendo indirizzi MAC e informazioni sui canali necessari per il cracking delle password.

Sfruttamento del Bluetooth. Il Bluetooth, tecnologia wireless a corto raggio ubiqua, offre anch’esso opportunità di hacking. La suite BlueZ in Linux fornisce strumenti come hciconfig per gestire adattatori Bluetooth, hcitool per scansionare dispositivi rilevabili e raccogliere indirizzi MAC e classi, e sdptool per esplorare i servizi offerti dai dispositivi Bluetooth. l2ping verifica la raggiungibilità dei dispositivi, preparando il terreno per potenziali exploit.

8. Interagire con il Kernel Linux per un Controllo Profondo

È superfluo dire che se un hacker può modificare il kernel del bersaglio, può controllare il sistema.

Ruolo Centrale del Kernel. Il kernel Linux è il cuore del sistema operativo, gestendo tutte le interazioni hardware, la memoria e la CPU. Opera in un’area protetta e privilegiata, diventando un obiettivo primario per hacker che cercano il controllo totale del sistema. Conoscere la versione del kernel (uname -a, /proc/version) è cruciale per identificare exploit o moduli malevoli compatibili.

Ottimizzazione del Kernel. Il comando sysctl permette di modificare a runtime parametri del kernel, come abilitare net.ipv4.ip_forward per attacchi Man-in-the-Middle (MITM). Questi cambiamenti sono temporanei, ma modificando /etc/sysctl.conf diventano persistenti. Dal punto di vista difensivo, sysctl può anche rafforzare il kernel, per esempio disabilitando le richieste ICMP echo per rendere i sistemi meno individuabili.

Moduli Kernel Caricabili (LKM). Gli LKM sono driver o estensioni dinamiche che possono essere aggiunti al kernel senza riavvio completo. Pur comodi per gli amministratori, rappresentano una grave vulnerabilità. Se un hacker riesce a ingannare un admin nel caricare un LKM malevolo (spesso mascherato da driver legittimo), può installare un rootkit, ottenendo controllo completo e nascosto del sistema.

9. Automatizzare i Compiti con la Pianificazione dei Job

Pianificare i job permette di eseguire compiti senza doverci pensare, sfruttando momenti in cui il sistema è inattivo per avere risorse libere.

Esecuzione Automatica dei Compiti. Amministratori di sistema e hacker traggono enorme vantaggio dall’automazione. Il demone cron e il file crontab sono gli strumenti principali per programmare job a orari o intervalli specifici. Questo consente operazioni come backup regolari, rotazione dei log o, per un hacker, scansioni continue di rete senza intervento manuale costante.

Sintassi di Crontab. Le voci in /etc/crontab seguono un formato preciso: minuto, ora, giorno del mese, mese, giorno della settimana, utente e percorso del comando. I caratteri jolly (*) indicano “qualsiasi”, mentre virgole (,) e trattini (-) specificano intervalli o più valori. Per esempio, 30 2 * * 1-5 root /root/myscanningscript esegue uno script dal lunedì al venerdì alle 2:30 come utente root.

Servizi all’Avvio. Linux avvia automaticamente i servizi al boot tramite init (o systemd nelle versioni moderne) e script rc. Il comando update-rc.d (o systemctl enable per systemd) aggiunge servizi a questa sequenza, assicurando che strumenti critici come un database PostgreSQL per Metasploit siano sempre attivi e pronti all’uso.

10. Intelligenza Artificiale: Il Nuovo Moltiplicatore di Forza dell’Hacker

L’intelligenza artificiale non ti renderà obsoleto; ti renderà migliore.

Ruolo Trasformativo dell’IA. L’intelligenza artificiale si sta integrando rapidamente nella cybersecurity, cambiando radicalmente il modo di operare dei professionisti. L’IA non sostituisce l’esperienza umana, ma agisce come potente strumento di supporto, automatizzando compiti di routine e migliorando la capacità di rilevare minacce. Questo cambiamento richiede ai professionisti di abbracciare l’IA per restare competitivi ed efficaci.

Limiti dell’IA. Pur eccellendo nel riconoscimento di pattern e nell’analisi dati, l’IA fatica con minacce nuove, essendo addestrata su dati esistenti. Le capacità creative, intuitive e di pensiero critico umane restano indispensabili per ideare soluzioni innovative contro attacchi sofisticati e mai visti prima. L’ingegno umano rimane insostituibile in questo panorama in evoluzione.

Applicazioni Pratiche dell’IA. L’IA assiste gli hacker in vari modi, dalla generazione di esche di social engineering altamente convincenti (ad esempio email di phishing) all’automazione della scrittura di script. I Large Language Models (LLM) possono rapidamente redigere script complessi in Bash o Python, accelerando notevolmente i tempi di sviluppo. Questa collaborazione tra uomo e IA permette agli hacker di concentrarsi sul pensiero strategico e sulla risoluzione di problemi complessi, amplificando il loro impatto complessivo.

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FAQ

1. What’s "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition" by OccupyTheWeb about?

  • Comprehensive Linux introduction: The book is a practical guide for beginners to learn Linux fundamentals, with a focus on hacking, networking, scripting, and security using Kali Linux.
  • Hacker-centric approach: It teaches Linux skills specifically tailored for aspiring hackers and penetration testers, using real-world hacking examples and exercises.
  • Step-by-step learning: Readers are guided from installing Kali Linux and basic command-line usage to advanced topics like scripting, network analysis, and exploiting security features.
  • Updated content: The second edition includes new material on systemd utilities, Bluetooth, logging systems, and artificial intelligence in cybersecurity.

2. Why should I read "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition" by OccupyTheWeb?

  • Tailored for cybersecurity beginners: The book bridges the gap for those new to Linux who want to pursue ethical hacking or penetration testing.
  • Practical, hands-on focus: It emphasizes real-world skills through exercises, scripts, and hacking scenarios, making learning engaging and applicable.
  • Covers modern tools and trends: Updates on Kali Linux, systemd, and AI ensure readers are learning current industry practices.
  • Highly recommended resource: It’s a top-selling, well-reviewed book praised for its accessible and effective teaching style.

3. What are the key takeaways from "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • Linux mastery for hackers: Readers gain essential Linux skills, from basic commands to advanced scripting and network management, all with a hacker’s mindset.
  • Security and anonymity: The book teaches how to stay anonymous online, cover tracks, and understand the risks and configuration of privacy tools.
  • Practical hacking tools: By the end, readers can build and use scripts for reconnaissance, automate tasks, and exploit Linux security features.
  • Foundation for further learning: The skills and concepts provide a strong base for more advanced cybersecurity and ethical hacking studies.

4. What are the most important Linux commands and concepts covered in "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • Filesystem navigation and management: Commands like pwd, cd, ls, cp, mv, chmod, and chown are explained for secure and efficient file handling.
  • Process and environment control: Tools such as ps, top, kill, and environment variable management (env, set, export) are covered for system monitoring and customization.
  • Networking basics: Readers learn to use ifconfig, netstat, iwconfig, nmcli, and dig for network interface management and analysis.
  • Package and service management: The book details using apt, git, and systemctl for installing software and managing system services.

5. How does OccupyTheWeb teach scripting for hacking in "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • Bash scripting fundamentals: The book introduces bash scripting with practical examples, teaching variables, user input, and command execution.
  • Building hacking tools: Readers create scripts for tasks like port scanning and network reconnaissance, automating common hacker workflows.
  • Python scripting introduction: Later chapters cover Python basics, including variables, data types, control structures, and modules relevant to hacking.
  • Real-world applications: Scripts are designed to solve actual hacking problems, such as banner grabbing and password cracking.

6. What networking and wireless skills will I learn from "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • Network interface management: Learn to view, configure, and spoof network interfaces and MAC addresses using ifconfig and related tools.
  • DNS and reconnaissance: Use dig and traceroute for DNS information gathering and understanding packet routing.
  • Wireless hacking techniques: The book covers Wi-Fi concepts, scanning, monitor mode, and using aircrack-ng tools for capturing handshakes and cracking passwords.
  • Bluetooth device analysis: Readers are introduced to BlueZ tools for discovering and interacting with Bluetooth devices.

7. How does "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition" by OccupyTheWeb address security and anonymity?

  • Anonymity tools explained: The book covers Tor, proxychains, VPNs, and encrypted email services like ProtonMail for maintaining privacy.
  • Covering tracks: Techniques for manipulating and deleting logs, as well as disabling logging, are detailed to help avoid detection.
  • Security risks discussed: It warns about the limitations and potential dangers of free proxies and stresses the importance of combining anonymity methods.
  • Practical configuration: Step-by-step instructions are provided for setting up and using these tools effectively.

8. What file and process management techniques are taught in "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • File compression and archiving: Learn to use tar, gzip, bzip2, and compress for creating, extracting, and managing archives.
  • Physical device copying: The dd command is introduced for bit-by-bit copying of storage devices, useful in forensics and data recovery.
  • Process monitoring and control: Tools like ps, top, nice, renice, and kill are explained for managing running processes and system resources.
  • Task automation: Scheduling jobs with at and cron is covered to automate repetitive tasks.

9. How does OccupyTheWeb explain Linux filesystem and storage device management in "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • Device representation: Linux treats devices as files in /dev, with logical labels for drives and partitions (e.g., sda, sdb, sda1).
  • Mounting and unmounting: The book explains manual and automatic mounting, the use of mount points, and safe unmounting with umount.
  • Filesystem monitoring: Commands like df and fsck are used to check disk space and repair errors, with emphasis on unmounting before checks.
  • USB and block device management: Tools like lsblk and lsusb help list and manage hardware devices.

10. What does "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition" teach about managing user environment variables?

  • Understanding environment variables: The book explains what environment variables are and how they shape the shell environment.
  • Viewing and modifying variables: Readers learn to use env, set, and export to view, change, and persist variables like PATH and PS1.
  • Customizing the environment: Instructions are provided for creating user-defined variables and using them in scripts for dynamic behavior.
  • Efficiency improvements: Customizing prompts and paths can streamline workflow and improve productivity.

11. What practical hacking examples and exercises are included in "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition"?

  • Port scanning scripts: Readers build bash scripts to scan IP ranges for open ports, automating reconnaissance.
  • Nmap usage: The book demonstrates effective use of nmap with various switches for service and port detection.
  • Exploiting permissions: It covers SUID and SGID bits, showing how to escalate privileges by exploiting file permissions.
  • Service exploitation: Exercises include managing Apache, SSH, and MySQL services for web and database hacking scenarios.

12. How does "Linux Basics for Hackers, 2nd Edition" by OccupyTheWeb discuss artificial intelligence in hacking?

  • AI as a hacking tool: The book argues that AI will enhance, not replace, hackers by automating tasks and improving efficiency.
  • AI in cybersecurity: Examples include using AI for social engineering, scripting, and automating reconnaissance.
  • Staying ahead of the curve: Hackers who embrace AI will lead the field, while those who ignore it risk obsolescence.
  • Future-focused advice: The book encourages readers to integrate AI into their hacking toolkit for continued relevance.
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