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Agile Practice Guide
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Punti chiave

1. Agile: Una Mentalità per il Lavoro ad Alta Incertezza

Questa incarnazione di mentalità, valori e principi definisce ciò che costituisce un approccio agile.

Accogliere l’incertezza. Gli approcci agili sono pensati per progetti caratterizzati da elevati tassi di cambiamento, complessità e rischio, dove requisiti e soluzioni non sono completamente noti fin dall’inizio. A differenza di lavori prevedibili con procedure chiare, il lavoro ad alta incertezza richiede esplorazione e adattamento. Agile offre un quadro per navigare efficacemente questa ambiguità.

Valori e principi. Il Manifesto Agile, nato nel mondo del software ma applicabile in molti ambiti, enuncia valori fondamentali come individui e interazioni, prodotti funzionanti, collaborazione con il cliente e risposta al cambiamento. Questi valori sono sostenuti da dodici principi che enfatizzano consegne frequenti, accoglienza del cambiamento, collaborazione, persone motivate e miglioramento continuo.

Radici Lean e Kanban. Agile condivide l’eredità del pensiero Lean, focalizzato sulla consegna di valore, minimizzazione degli sprechi, trasparenza e miglioramento continuo. Il Metodo Kanban, meno prescrittivo, visualizza il flusso di lavoro, limita il lavoro in corso e gestisce il flusso, offrendo un modo flessibile per iniziare ad applicare concetti lean/agile.

2. Scegliere il Ciclo di Vita del Progetto Adeguato

Ogni progetto trova il suo posto su un continuum che offre un equilibrio ottimale di caratteristiche per il suo contesto.

Continuum di approcci. I cicli di vita dei progetti si collocano su uno spettro che va dal predittivo (guidato da piani, sequenziale) all’agile (iterativo e incrementale). I cicli iterativi permettono feedback per il miglioramento, mentre quelli incrementali consegnano porzioni finite e utilizzabili. Agile combina entrambi, affinando il lavoro e consegnando frequentemente per adattarsi al cambiamento e fornire valore.

L’ibrido è comune. Molti progetti non si adattano perfettamente a una sola categoria e traggono beneficio da approcci ibridi, che combinano elementi predittivi, iterativi, incrementali o agili. Può trattarsi di uno sviluppo agile seguito da un rollout predittivo, o di un progetto prevalentemente predittivo che incorpora tecniche agili per componenti incerti.

L’adeguatezza conta. La scelta del ciclo di vita giusto dipende dalle caratteristiche del progetto, come la stabilità dei requisiti, l’incertezza tecnologica, il rischio e la necessità di consegnare valore precocemente. Strumenti come i filtri di adeguatezza agile aiutano a valutare fattori di progetto e organizzazione per determinare la soluzione migliore, guidando il confronto su rischi e adattamenti necessari.

3. La Servant Leadership Potenzia i Team Agile

La servant leadership è la pratica di guidare servendo il team, concentrandosi sulla comprensione e il soddisfacimento dei bisogni e dello sviluppo dei membri per abilitare la massima performance possibile.

Guidare servendo. Nell’agile, il project manager o facilitatore del team assume il ruolo di servant leader, spostando l’attenzione dal comando e controllo al supporto e all’abilitazione del team. Ciò implica facilitare la collaborazione, rimuovere impedimenti, fare coaching ai membri e gestire le relazioni interne ed esterne al team.

Focus su scopo, persone, processo. I servant leader aiutano il team a definire il “perché” del progetto (scopo), a creare un ambiente in cui le persone possano avere successo e a facilitare la scoperta e il perfezionamento del processo di lavoro. Prioritizzano l’efficacia del team e la consegna di valore rispetto all’adesione rigida a un metodo specifico.

Rimuovere ostacoli. Una responsabilità chiave è identificare e rimuovere impedimenti organizzativi che ostacolano l’agilità del team, come processi burocratici, reparti isolati o cicli di approvazione lenti. I servant leader sostengono il team e influenzano l’organizzazione per favorire modi di lavorare agili.

4. Costruire Team Agile Efficaci

Agile ottimizza il flusso di valore, enfatizzando la rapida consegna di funzionalità al cliente, piuttosto che come le persone sono “utilizzate”.

Cross-funzionali e dedicati. I team agili efficaci sono tipicamente piccoli (3-9 membri), cross-funzionali (con tutte le competenze necessarie per fornire valore) e idealmente con membri dedicati al 100% al team. Questa struttura minimizza le dipendenze, migliora la collaborazione e accelera la consegna del valore.

Specialisti generalisti. I team beneficiano di persone “a T” – individui con competenza profonda in un’area ma con abilità ampie e disponibilità ad aiutare in altre. Questa versatilità riduce i colli di bottiglia e favorisce la proprietà collettiva del lavoro, promuovendo l’efficienza del flusso più che l’efficienza delle risorse individuali.

Ruoli e ambiente di team. Ruoli comuni includono membri cross-funzionali, un Product Owner (responsabile della direzione del prodotto e della priorità del backlog) e un Facilitatore/Servant Leader. Uno spazio collaborativo, sia fisico che virtuale con strumenti efficaci, è cruciale per la comunicazione e la dinamica di team.

5. Consegnare Valore Attraverso le Pratiche Agile

La pratica più importante è la retrospettiva perché permette al team di apprendere, migliorare e adattare il proprio processo.

Consegna e feedback frequenti. I team agili consegnano incrementi di prodotto funzionanti frequentemente (ad esempio ogni poche settimane) per ottenere feedback rapido da clienti e stakeholder. Questo consente correzioni di rotta e garantisce che il prodotto risponda a bisogni in evoluzione, aumentando la soddisfazione e riducendo rilavorazioni.

Pratiche fondamentali. Tra le pratiche comuni:

  • Refinamento del backlog: Preparare e dettagliare i prossimi elementi di lavoro (storie).
  • Daily standup: Brevi riunioni per sincronizzarsi e identificare impedimenti.
  • Dimostrazioni/Review: Mostrare il lavoro completato agli stakeholder per feedback.
  • Pianificazione: I team iterativi pianificano il lavoro per il prossimo intervallo; i team flow-based tirano lavoro in base alla capacità.
  • Retrospettive: Riflettere regolarmente sul processo per individuare miglioramenti.

Eccellenza tecnica. Pratiche come integrazione continua, test automatizzati e sviluppo guidato dai test sono cruciali per mantenere la qualità del prodotto e abilitare consegne rapide e sostenibili. Gli spike (ricerche a tempo limitato) aiutano i team a esplorare incognite tecniche o funzionali.

6. Misurare il Progresso Empiricamente

Agile privilegia misurazioni empiriche e basate sul valore invece di misurazioni predittive.

Focus sul valore consegnato. Invece di affidarsi a percentuali soggettive di completamento o baseline statiche, agile misura il progresso in base a funzionalità o incrementi di valore completati e funzionanti. Questo fornisce dati empirici che riflettono lo stato reale del progetto.

Metriche utili. I team agili utilizzano varie metriche per comprendere le proprie performance e prevedere le consegne future:

  • Velocity: Quantità di lavoro (es. story points) completata per iterazione (per team iterativi).
  • Lead/Cycle Time: Tempo necessario a un elemento di lavoro per attraversare il sistema (per team flow-based).
  • Burnup/Burndown Chart: Visualizzazione del lavoro completato rispetto al totale nel tempo.
  • Diagrammi di flusso cumulativo: Mostrano lavoro in corso e colli di bottiglia nel flusso.

Trasparenza e apprendimento. Queste metriche garantiscono trasparenza, aiutando team e stakeholder a vedere il progresso, identificare problemi precocemente e prendere decisioni informate. Supportano l’apprendimento continuo e l’adattamento, migliorando la prevedibilità nel tempo.

7. I Fattori Organizzativi Influenzano l’Agilità

L’agilità di progetto è più efficace e duratura quando l’organizzazione si adatta per sostenerla.

La cultura è fondamentale. La cultura organizzativa ha un impatto significativo sull’adozione agile. Una cultura di sicurezza, fiducia, trasparenza e apprendimento continuo è essenziale. Valutare la cultura attuale aiuta a individuare aree che possono supportare o ostacolare le pratiche agili.

Cambiamenti sistemici necessari. Implementare agile spesso richiede modifiche oltre i team di progetto, coinvolgendo aree come acquisti, finanza, risorse umane e strutture di gestione. Reparti isolati, contratti a prezzo fisso o metriche di performance individuali possono ostacolare l’agilità se non adattati.

Evoluzione del PMO. Gli Uffici di Project Management (PMO) possono supportare l’agilità diventando orientati al valore, basati sull’invito (offrendo servizi anziché imporre) e centri di eccellenza multidisciplinari. Possono fornire formazione, coaching, standard e facilitare il coordinamento tra più team o programmi agili.

8. Personalizzare gli Approcci Agile Richiede Esperienza

La personalizzazione è un tema avanzato che dovrebbe essere affrontato da professionisti esperti, che abbiano già ottenuto successo usando approcci agili come originariamente descritti in diversi contesti, prima di considerare adattamenti.

Partire dalle basi. Prima di modificare un framework agile, i team dovrebbero acquisire esperienza implementandolo con successo così com’è. Questa fase “Shu” costruisce una comprensione solida prima di tentare di adattare (“Ha”) o inventare (“Ri”) nuovi approcci.

Personalizzare in modo collaborativo. Qualsiasi cambiamento alle pratiche dovrebbe essere discusso e concordato con le persone coinvolte. Questo favorisce l’adesione e riduce resistenze. Sperimentare modifiche per un periodo limitato e riflettere sulla loro efficacia è un buon metodo.

Considerare il contesto. La personalizzazione deve tener conto di fattori specifici di progetto e organizzazione, come dimensione del team, distribuzione geografica, criticità, vincoli normativi e consenso degli stakeholder. Eliminare una pratica senza comprenderne lo scopo o le pratiche compensative può generare nuovi problemi.

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Sintesi delle recensioni

3.70 su 5
Media di 500+ valutazioni da Goodreads e Amazon.

La Agile Practice Guide suscita opinioni contrastanti. C’è chi la considera un’introduzione utile ai concetti agili, soprattutto per i principianti o per chi si prepara alle certificazioni PMI. I lettori apprezzano la sua struttura chiara e il confronto tra metodi agili e tradizionali. Tuttavia, molti ne criticano la trattazione superficiale, la mancanza di esempi pratici e la scarsa profondità necessaria per applicare concretamente le pratiche agili. Alcuni la vedono come una panoramica di alto livello che non apporta un valore significativo oltre le informazioni di base. Vengono inoltre segnalati problemi di traduzione e formattazione nelle edizioni in lingue diverse dall’inglese. In definitiva, le opinioni sulla sua efficacia come guida alla gestione agile dei progetti sono molto divergenti.

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FAQ

1. What is the "Agile Practice Guide" by Project Management Institute and Agile Alliance about?

  • Comprehensive Agile Overview: The "Agile Practice Guide" provides practical guidance for project leaders and teams transitioning to or working within agile approaches, covering both foundational concepts and advanced practices.
  • Bridging Predictive and Agile: The guide serves as a bridge between traditional predictive (waterfall) project management and agile methodologies, helping teams understand when and how to apply each.
  • Industry-Agnostic Application: While rooted in software development, the guide extends agile principles to industries like manufacturing, education, and healthcare.
  • Collaborative Authorship: Developed jointly by PMI and Agile Alliance, it reflects a broad range of practitioner expertise and real-world experience.

2. Why should I read the "Agile Practice Guide" by Project Management Institute?

  • Practical Guidance: The guide offers actionable advice, tools, and situational guidelines for implementing agile in real-world projects.
  • Tailored for Transition: It is especially valuable for teams and organizations navigating the "messy middle-ground" between predictive and agile approaches.
  • Broad Applicability: The content is relevant for both software and non-software projects, making it useful across various industries.
  • Credible Source: Authored by leading organizations in project management and agile, it provides trusted, consensus-driven recommendations.

3. What are the key takeaways from the "Agile Practice Guide"?

  • Agile is a Mindset: Agile is defined by values and principles (from the Agile Manifesto), not just a set of practices or frameworks.
  • Life Cycle Selection Matters: Projects should choose predictive, iterative, incremental, agile, or hybrid life cycles based on their unique characteristics and uncertainty levels.
  • Servant Leadership is Central: Empowering teams through servant leadership and fostering self-organization are critical for agile success.
  • Continuous Improvement: Practices like retrospectives, frequent delivery, and empirical measurement drive ongoing team and process improvement.

4. How does the "Agile Practice Guide" define and differentiate predictive, iterative, incremental, agile, and hybrid life cycles?

  • Predictive Life Cycle: Emphasizes upfront planning, sequential execution, and is best for projects with clear, stable requirements.
  • Iterative Life Cycle: Focuses on refining work through repeated cycles and stakeholder feedback, suitable for projects with evolving requirements.
  • Incremental Life Cycle: Delivers usable portions of the product early and often, optimizing for speed and early value.
  • Agile Life Cycle: Combines iterative and incremental approaches, delivering frequent, valuable increments and adapting to change.
  • Hybrid Approaches: Mix elements of the above to fit project context, often used as a transition strategy or to address specific risks.

5. What is the Agile Manifesto and how does the "Agile Practice Guide" interpret its values and principles?

  • Four Core Values: The Agile Manifesto values individuals and interactions, working software, customer collaboration, and responding to change.
  • Twelve Principles: These include early and continuous delivery, welcoming changing requirements, and regular reflection for improvement.
  • Mindset Over Method: The guide emphasizes that agile is a mindset defined by these values and principles, not just a set of tools or frameworks.
  • Practical Mapping: The guide maps its content to the Manifesto, showing how its practices support each value and principle.

6. How does the "Agile Practice Guide" recommend selecting the right life cycle or approach for a project?

  • Assess Uncertainty and Risk: Use project characteristics like requirements clarity, technical uncertainty, and rate of change to guide life cycle selection.
  • Suitability Filters: The guide provides assessment models and radar charts to help teams evaluate whether agile, predictive, or hybrid approaches fit best.
  • Tailoring is Key: Teams are encouraged to tailor their approach based on project factors such as team experience, demand patterns, and organizational culture.
  • Iterative Experimentation: Try new techniques in low-risk settings, reflect, and adapt before scaling up.

7. What are the essential roles and team structures described in the "Agile Practice Guide"?

  • Cross-Functional Teams: Agile teams should include all necessary skills to deliver value, promoting collaboration and reducing dependencies.
  • Key Roles: The guide highlights the product owner (guides product direction), team facilitator (servant leader, e.g., scrum master), and cross-functional team members.
  • Generalizing Specialists: Encourages "T-shaped" team members who have deep expertise but can contribute across multiple areas.
  • Team Size and Dedication: Optimal team size is 3-9 members, ideally 100% dedicated to the team for maximum throughput and collaboration.

8. How does the "Agile Practice Guide" describe servant leadership and the role of the project manager in agile environments?

  • Servant Leadership Defined: Leaders serve the team by removing impediments, facilitating collaboration, and fostering a safe, trusting environment.
  • Project Manager's Evolving Role: In agile, project managers shift from command-and-control to coaching, mentoring, and enabling self-organization.
  • Empowering Teams: Servant leaders help teams define purpose, support individual growth, and promote team ownership of outcomes.
  • Organizational Advocacy: They also work to address organizational impediments and educate stakeholders about agile benefits.

9. What are the most important agile practices and tools highlighted in the "Agile Practice Guide"?

  • Retrospectives: Regular reflection sessions to identify improvements in process and teamwork.
  • Backlog Management: Preparation and refinement of a prioritized list of work items (stories) to ensure continuous value delivery.
  • Daily Standups: Short, focused meetings to synchronize work, identify impediments, and foster accountability.
  • Demonstrations/Reviews: Frequent product demos to gather feedback and validate progress with stakeholders.
  • Technical Practices: Emphasizes continuous integration, test-driven development, and limiting work in progress for quality and flow.

10. How does the "Agile Practice Guide" address measurement and reporting in agile projects?

  • Empirical Metrics: Focuses on measuring completed work (e.g., finished features, story points) rather than percent complete or predictive baselines.
  • Visual Tools: Recommends using burndown/burnup charts, cumulative flow diagrams, and Kanban boards to track progress and identify bottlenecks.
  • Qualitative Measures: Encourages teams to assess business satisfaction, team morale, and other qualitative indicators.
  • Forecasting: Uses velocity and cycle time to predict project completion, emphasizing transparency and adaptability.

11. What organizational considerations and challenges are discussed in the "Agile Practice Guide" for adopting agile?

  • Change Management: Highlights the need for organizational change management to support agile adoption, including executive sponsorship and cultural readiness.
  • Overcoming Silos: Recommends forming cross-functional teams and aligning incentives to promote collaboration over departmental efficiency.
  • Agile PMO: Describes how the project management office can evolve to support agile teams through value-driven, invitation-oriented, and multidisciplinary services.
  • Scaling Agile: Discusses frameworks and strategies for coordinating multiple agile teams and scaling agile practices across the organization.

12. What are the main agile frameworks and methods covered in the "Agile Practice Guide," and how do they differ?

  • Scrum: An iterative, timeboxed framework with defined roles (product owner, scrum master, development team) and events (sprints, reviews, retrospectives).
  • Kanban Method: Focuses on visualizing workflow, limiting work in progress, and optimizing flow without prescribed roles or iterations.
  • eXtreme Programming (XP): Emphasizes technical excellence through practices like pair programming, test-driven development, and continuous integration.
  • Hybrid and Scaling Frameworks: Includes Scrumban, Feature-Driven Development, DSDM, Agile Unified Process, SAFe, LeSS, and Disciplined Agile, each offering different structures for team size, complexity, and organizational needs.
  • Framework Selection: The guide advises choosing or blending frameworks based on project context, team maturity, and organizational goals.

Bonus: What are some of the best quotes from the "Agile Practice Guide" and what do they mean?

  • "Agile is a mindset defined by the Agile Manifesto values, guided by the Agile Manifesto principles, and enabled by various practices."
    This emphasizes that agile is not just a set of tools, but a way of thinking and behaving.
  • "The value of project managers is not in their position, but in their ability to make everyone else better."
    Highlights the shift from authority to servant leadership in agile environments.
  • "Culture eats strategy for breakfast." — Peter Drucker
    Stresses that organizational culture is more influential than any formal plan or strategy in achieving agile transformation.
  • "Inspection without adaptation is wasted effort."
    Reminds teams that continuous improvement requires not just reviewing outcomes, but also acting on lessons learned.

Sull'autore

Il Project Management Institute è un’organizzazione professionale di respiro globale dedicata ai professionisti del project management. Fondato nel 1969, il PMI si è affermato come un’autorità di riferimento nel settore, sviluppando standard, certificazioni e risorse per i project manager di tutto il mondo. L’istituto è celebre soprattutto per la sua guida, il Project Management Body of Knowledge (PMBOK), uno standard ampiamente riconosciuto nel campo della gestione dei progetti. Tra le certificazioni offerte spicca il prestigioso titolo di Project Management Professional (PMP). Il PMI ha saputo evolversi seguendo le tendenze del settore, integrando metodologie agili nel proprio framework e nelle pubblicazioni. L’obiettivo dell’organizzazione è promuovere la professione del project management e sostenere i professionisti in molteplici ambiti industriali.

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