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Poliglotta

Poliglotta

Come imparo le lingue
di Kató Lomb 1970 216 pagine
3.81
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Punti chiave

1. Motivazione e mentalità sono fondamentali

Solo nel mondo delle lingue l’amatoriale ha valore.

L’interesse guida il successo. Kató Lomb era fermamente convinta che l’interesse genuino, la motivazione, la perseveranza e la diligenza siano molto più importanti per imparare una lingua rispetto a qualsiasi vaga idea di “talento innato”. Il suo obiettivo era smitizzare l’apprendimento linguistico, togliendogli quell’aura eroica che spesso lo circonda, e presentarlo invece come un’attività intellettuale accessibile e gratificante per chiunque. Il suo stesso percorso, iniziato relativamente tardi (tra i 30 e i 40 anni), ne è la prova concreta.

Accogliere l’imperfezione. Lomb sosteneva che conoscere una lingua “anche male” è comunque prezioso. A differenza di altre abilità in cui l’amatorialità può suscitare derisione (pensiamo a un violinista o a un chimico scadenti), anche frasi sgrammaticate in una lingua straniera possono costruire ponti tra le persone e raggiungere obiettivi pratici. Questa visione generosa invita gli studenti a superare la paura di sbagliare, che lei individua come uno dei maggiori freni.

Un apprendimento gioioso. Collegare lo studio della lingua al lavoro o al tempo libero, anziché vederlo come un compito a sé stante e gravoso, è la chiave. Lomb suggerisce di integrarlo nella vita quotidiana, per esempio leggendo articoli tecnici in lingua straniera per aggiornarsi professionalmente o guardando film stranieri. Così l’apprendimento diventa una fonte inesauribile di piacere, rendendo il processo motivante e sostenibile.

2. Abbraccia la lettura attiva come strumento principale

Dovremmo leggere perché sono i libri a fornire la conoscenza nel modo più interessante, ed è una verità fondamentale della natura umana cercare il piacere ed evitare il fastidio.

I libri sono insuperabili. Lomb difendeva con passione la lettura come “il mezzo supremo per conservare le conoscenze esistenti e acquisirne di nuove”. Sottolineava che i libri sono sempre disponibili, si possono rileggere più volte e permettono di procedere al proprio ritmo. Questo li rende superiori a conversazioni fugaci o a rigidi orari scolastici, soprattutto per chi studia da autodidatta in età adulta.

Coinvolgimento attivo. Il suo metodo punta sulla lettura attiva, cioè non limitarsi a consumare passivamente il testo, ma interagire con esso. Ciò significa:

  • Leggere con “leggerezza” iniziale, concentrandosi sulla comprensione globale senza cercare ogni parola sconosciuta.
  • Annotare, sottolineare e scrivere domande a margine per personalizzare l’esperienza.
  • Intuire i significati dal contesto, creando un’impressione più profonda e duratura rispetto alla consultazione automatica del dizionario.

Contenuti personalizzati. La scelta del materiale è cruciale: deve interessare davvero chi studia. Che si tratti di cataloghi per collezionisti di francobolli, pagine sportive, romanzi rosa o gialli, l’interesse personale è un potente motore per superare i blocchi linguistici. Questo approccio garantisce che l’apprendimento resti piacevole e pertinente, favorendo un impegno costante.

3. Impara la grammatica dalla lingua, non dalle regole prima di tutto

Si impara la grammatica dalla lingua, non la lingua dalla grammatica.

Grammatica dall’immersione. Lomb sosteneva con forza l’idea rivoluzionaria di fine Ottocento secondo cui “la grammatica si apprende dalla lingua, non la lingua dalla grammatica”. Si opponeva al metodo tradizionale di imparare a memoria regole grammaticali e liste di vocaboli, giudicandolo noioso e poco efficace. Al contrario, riteneva che i libri comuni, letti attivamente, siano i migliori “manuali” per interiorizzare le strutture grammaticali.

Schemi più che regole. Paragonava le strutture grammaticali a “forme da calzolaio” o “diapason”: modelli che, una volta assimilati, permettono di generare automaticamente forme corrette. L’obiettivo è che le regole diventino naturali, come rispettare un semaforo rosso senza pensarci. Questa automatizzazione si ottiene grazie a frequenti esposizioni a forme corrette in contesti significativi.

Consapevolezza e riflessione. Pur promuovendo l’apprendimento intuitivo, Lomb riconosceva la necessità della mente adulta di capire il “perché”. Incoraggiava gli studenti a individuare e spiegare da sé le regole scoperte, poiché questo sforzo personale crea una comprensione più profonda e duratura, oltre a un senso di soddisfazione. Così si uniscono i vantaggi dell’acquisizione spontanea con quelli della comprensione logica, rendendo l’apprendimento più solido.

4. Acquisisci il vocabolario nel contesto, non isolatamente

La parola o il nome da memorizzare non devono mai galleggiare nel vuoto, ma essere associati a un altro termine o concetto già noto.

Il contesto è sovrano. Lomb sottolineava che le parole non si possono capire o imparare isolate; devono essere incontrate e memorizzate nel loro “contesto” — il testo circostante, la situazione o i concetti associati. Imparare vocaboli da semplici glossari, dove si dà solo un equivalente nella lingua madre, priva la parola del suo ricco “Hintergrund” (sfondo) e dei suoi molteplici significati, portando a una comprensione superficiale e a un facile oblio.

Glossari personalizzati. Consigliava di creare “glossari disordinati” in cui le parole sono annotate nel contesto in cui sono apparse, insieme a sinonimi o contrari. Questa raccolta personale, scritta con strumenti e stili diversi, crea forti legami associativi nella memoria. Il fatto stesso di dedurre il significato dal contesto e poi annotarlo dà un “senso di conquista” che rafforza l’apprendimento.

Mnemonici e associazioni. Per contrastare la dimenticanza, Lomb promuoveva l’uso di mnemonici — l’arte di inserire termini in contesti artificiali o associarli a conoscenze già acquisite. Queste associazioni possono essere lessicali, semantiche o fonetiche. Pur riconoscendo il rischio dei “falsi amici” (parole simili nell’aspetto o nel suono ma con significati diversi), riteneva che l’associazione consapevole sia fondamentale per fissare il nuovo vocabolario, soprattutto per termini astratti o simbolici.

5. Pratica con consapevolezza e attivamente, soprattutto attraverso i monologhi

Se parlo con me stesso, sono sollevato dal fatto che il mio interlocutore non si indignerà per le lunghe esitazioni, gli accordi grammaticali difficili o i vuoti di vocabolario colmati nella lingua madre.

I monologhi sono preziosi. Lomb era una fervente sostenitrice dell’“autologo” — monologhi silenziosi nella lingua straniera. Questo metodo di auto-pratica offre uno spazio sicuro e senza giudizio per sperimentare nuovi vocaboli e strutture grammaticali senza la pressione di un interlocutore. Permette di superare le inibizioni, consolidare le conoscenze e mantenere l’impegno linguistico anche da soli.

Impegno consapevole. Che si tratti di ascoltare la radio, guardare la TV o osservare parlanti stranieri, Lomb sottolineava l’importanza di un’“attività cosciente”. Ciò significa distinguere attivamente i suoni, confrontarli con la propria lingua madre e identificare le regole di pronuncia. Raccomandava esercizi fonetici con parole senza senso per allenare suoni e posizioni della bocca, spesso davanti a uno specchio.

La ripetizione è fondamentale. Lomb considerava la ripetizione un “elemento essenziale dell’apprendimento linguistico”, come un coltello per un tornio o il carburante per un motore. I libri offrono una fonte illimitata per questo, permettendo di rileggere testi e frasi senza fatica. Registrare e riascoltare trasmissioni in lingua straniera offre ulteriori occasioni di ripetizione mirata, soprattutto per migliorare pronuncia e intonazione.

6. L’età non è un ostacolo; adatta il tuo stile di apprendimento

Il secondo falso mito sull’età e l’apprendimento linguistico è che “si può solo dimenticare in vecchiaia, non imparare più”. Sarebbe triste se fosse così.

Smentire i miti sull’età. Lomb sfidava la convinzione comune che i bambini siano naturalmente migliori nell’apprendere lingue e che gli adulti non possano farlo efficacemente. Sosteneva che, mentre i bambini acquisiscono la lingua in modo automatico e intuitivo, gli adulti imparano logicamente, sfruttando il loro bagaglio intellettuale. Il “lento ritmo” con cui un bambino padroneggia la prima lingua, impiegandoci anni, spesso viene sottovalutato.

Vantaggi degli adulti. Gli adulti possiedono un ricco mondo intellettuale ed emotivo, un “secondo sistema di segnali” sviluppato (la forma linguistica) e una mente logica che cerca ragioni e schemi. Questo permette loro di usare la grammatica come “catalizzatore” e di fare confronti consapevoli tra lingue, accelerando l’apprendimento. Gli “anni della pensione” offrono un’opportunità unica per uno studio autonomo e motivato, libero dalle pressioni giovanili.

Superare le inibizioni. Sebbene i più anziani possano incontrare difficoltà con la pronuncia (che si acquisisce meglio prima dei 12-14 anni) e con la memorizzazione dei nomi, questi ostacoli sono superabili. Lomb suggeriva di associare nomi e parole a elementi personali e di usare “espressioni di lancio” per superare le esitazioni nel parlare. Notava inoltre che le donne, in genere, hanno un desiderio comunicativo più forte e meno inibizioni, risultando spesso più abili.

7. Usa dizionari e manuali su misura con saggezza

Un dizionario è un mezzo a lungo termine per dissetare la sete di conoscenza. Merita qualche riflessione per le migliaia di parole che contiene.

Dizionari: chiavi, non stampelle. Lomb considerava i dizionari “eccellenti chiavi” per aprire una lingua, stimolare il pensiero e aiutare nell’acquisizione di nuovi alfabeti. Incoraggiava a comprare, sfogliare e “fare le orecchie” ai dizionari, specialmente per lingue “geroglifiche” come il cinese o il giapponese, per cogliere rapidamente le relazioni tra lettere e suoni attraverso parole internazionali.

Evitare l’abuso. Tuttavia, metteva in guardia dall’uso eccessivo dei dizionari. Se all’inizio possono ispirare, poi rischiano di “far smettere di pensare”, inducendo pigrizia perché offrono risposte facili invece di stimolare il lavoro mentale. Raccomandava un approccio “intelligente”: se una parola sfugge, provare a ricordare frammenti vaghi e poi verificarla in un dizionario inverso (dalla lingua straniera alla madrelingua), che rafforza meglio la memoria.

Manuali su misura. Lomb sottolineava l’importanza di usare libri di testo preparati da autori che condividono la lingua madre dello studente. Non è campanilismo, ma il riconoscimento che ogni popolo affronta “difficoltà specifiche” nell’apprendere una lingua straniera. I manuali pensati per madrelingua della lingua target, o per altri background linguistici, spesso enfatizzano o trascurano aspetti che per un certo gruppo sono ovvi o particolarmente ostici.

8. Conversa strategicamente: compromessi e circonlocuzioni

Parlare una lingua straniera significa sempre un compromesso, diceva Kosztolányi.

Il compromesso è inevitabile. Nel parlare una lingua straniera, soprattutto agli inizi, Lomb consigliava di accettare che la comunicazione spesso richiede compromessi. L’obiettivo è farsi capire efficacemente, anche se non si usa la parola o la struttura grammaticale perfetta. Questo approccio pragmatico aiuta a superare la paura di sbagliare e incoraggia la pratica continua.

Strumenti comunicativi strategici:

  • Coppie di parole: Imparare verbi con i loro oggetti comuni (es. “superare un ostacolo”, “assolvere un dovere”) aiuta a ricordare e costruire frasi naturali.
  • Sinonimi e contrari: Se la parola esatta sfugge, usare un termine simile o il contrario (es. “non codardo” invece di “coraggioso”) mantiene il flusso della conversazione.
  • Circonlocuzioni: Descrivere un concetto quando la parola specifica è dimenticata (es. “il piccolo fiore umile che si rivela dal profumo a distanza” per “viola”) è un’ultima risorsa poetica ed efficace.

Attenzione ai falsi amici. Lomb metteva in guardia dai “falsi amici” — parole simili tra lingue ma con significati diversi (es. spagnolo “burro” per asino vs. italiano “burro” per burro). Questi possono causare equivoci imbarazzanti o gravi, sottolineando la necessità di un apprendimento contestualizzato e di non affidarsi solo a somiglianze superficiali.

9. Interpretariato: il vertice della padronanza linguistica e agilità mentale

L’interpretariato simultaneo è una delle professioni più moderne e intellettualmente stimolanti.

Un’arte impegnativa. Lomb considerava l’interpretariato, soprattutto simultaneo, il livello più alto di competenza linguistica. Richiede una combinazione straordinaria di abilità: associazione rapidissima di idee, calma imperturbabile, sistema nervoso robusto e una costante disponibilità a studiare argomenti diversi. Gli interpreti sostanzialmente sostengono “esami 30-40 volte l’anno” su temi disparati.

Sfide uniche. L’interpretariato simultaneo presenta difficoltà intrinseche assenti in altri compiti linguistici. Gli interpreti devono processare frasi semi-compiute, spesso indovinando l’intento del parlante prima che venga pronunciata la parola chiave (es. il “nicht” in tedesco che arriva alla fine). Ciò richiede all’intelletto di “uscire dalla sfera della lingua di partenza” e ruotare nell’orbita della lingua di arrivo, passando da una matrice linguistica all’altra in frazioni di secondo.

Oltre la lingua. La professione richiede più della sola fluidità linguistica; esige conoscenze tecniche, economiche e scientifiche approfondite in vari campi. Gli interpreti sono spesso ambasciatori culturali, colmando non solo gap linguistici ma anche concettuali e culturali. Le aneddoti di Lomb, dal tradurre “granchio” come “zuppa roux” al destreggiarsi con le sfumature del “sexing” dei pulcini, illustrano la necessità costante di sensibilità culturale e problem solving creativo sotto pressione.

10. Le dieci richieste: una guida pratica per accelerare l’apprendimento linguistico

Sii fermamente convinto di essere un genio linguistico. Se i fatti dimostrano il contrario, dai la colpa alla fastidiosa lingua che vuoi padroneggiare, ai dizionari o a questo libro, non a te stesso.

Impegno quotidiano. Le “Dieci richieste” di Lomb offrono un quadro sintetico e pratico per un apprendimento efficace. La prima insiste sull’impegno quotidiano, anche solo con un monologo di 10 minuti, preferibilmente al mattino. Questo piccolo sforzo costante crea slancio e mantiene la lingua viva nella mente.

Abitudini di studio strategiche:

  • Flessibilità: Cambia metodo quando cala l’entusiasmo (es. radio invece di lettura).
  • Apprendimento contestuale: Impara sempre parole e grammatica nel contesto, mai isolatamente.
  • Annotazioni attive: Scrivi frasi a margine per usarle poi come “elementi prefabbricati”.
  • Esercizi mentali: Fai traduzioni rapide e improvvisate di osservazioni quotidiane per divertimento.
  • Materiale corretto: Memorizza solo ciò che è stato corretto per evitare errori radicati.
  • Modi di dire in prima persona: Impara espressioni idiomatiche alla prima persona singolare per facilitarne il ricordo e l’uso naturale.
  • Attacco multiplo: “Assedia” la lingua da tutte le direzioni (giornali, radio, film, manuali, madrelingua).

Parla e credi in te stesso. La nona richiesta incoraggia a parlare senza paura degli errori, chiedendo correzioni senza offendersi. La decima, forse la più potente, è mantenere una fede incrollabile nel proprio “genio linguistico”, attribuendo eventuali difficoltà a fattori esterni. Questo dialogo interno positivo è cruciale per mantenere motivazione e resil

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Sintesi delle recensioni

3.81 su 5
Media di 1.000+ valutazioni da Goodreads e Amazon.

Poliglotta di Kató Lomb riceve opinioni contrastanti. Molti lettori lo trovano fonte di ispirazione e ricco di spunti preziosi sull’apprendimento delle lingue, apprezzando in particolare l’importanza che Lomb attribuisce alla lettura e allo studio autonomo. Vengono inoltre valorizzate le sue esperienze personali e i consigli pratici offerti. Tuttavia, alcuni criticano la struttura del libro, le sue idee ormai superate e la mancanza di un fondamento scientifico. Diversi recensori sottolineano come il testo non mantenga la promessa implicita nel titolo di fornire una guida completa all’apprendimento linguistico. Nonostante queste criticità, molti continuano a consigliarlo come una lettura interessante per appassionati di lingue e aspiranti poliglotti.

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4.35
193 valutazioni
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Sull'autore

Kató Lomb è stata un’interprete, traduttrice e prodigio linguistico ungherese. Pur avendo inizialmente studiato fisica e chimica, raggiunse la padronanza di 9-10 lingue e riusciva a lavorare professionalmente in 16. Lomb imparò la maggior parte delle lingue in modo autodidatta, spinta da interessi pratici. Era capace di interpretare simultaneamente in quattro lingue senza alcuna preparazione e di tradurre letteratura tecnica in sei. Inoltre, comprendeva il giornalismo in altre 11 lingue. Nel corso della sua vita, sottolineò sempre come la gioia nell’apprendere una lingua fosse più importante della semplice competenza. Condivise le sue esperienze e i suoi metodi attraverso libri, interviste e conversazioni, ispirando generazioni di appassionati di lingue. Il suo approccio era principalmente autodiretto e orientato all’applicazione pratica.

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